Un baluardo dimenticato tra degrado e pericoli
Il tratto delle Mura veneziane tra il baluardo di San Pietro e via Beltrami, a Bergamo, versa in condizioni di forte degrado. La vegetazione infestante, composta da paulownie, buddleja e rovi, ha preso il sopravvento, mettendo a rischio la stabilità della struttura e rendendola pericolosa per i passanti lungo il sentiero del Roccolino. Pietre che si staccano, murature «spanciate» e radici invasive sono il risultato di decenni di mancata manutenzione, denunciano i residenti.
La situazione è visibile soprattutto in inverno, quando le piante sono spoglie e lasciano intravedere la precarietà delle Mura, patrimonio dell’umanità Unesco. L’ultimo intervento su questo tratto risale al 1999, e nonostante le richieste inviate al Comune, nulla è stato fatto da allora.
Il patrimonio storico del baluardo di San Pietro
La sezione delle Mura interessata dal degrado custodisce una parte poco conosciuta della storia di Bergamo. Nel 1907-1908, un varco di circa 50 metri fu aperto nelle Mura per creare via Beltrami, consentendo il collegamento verso Castagneta. Sul muro di contenimento della strada è ancora presente una targa, ormai illeggibile, che ricorda i lavori dell’epoca, riportando anche il nome del capomastro “Angioletti”.
I residenti auspicano non solo la messa in sicurezza del baluardo, ma anche il restauro della targa, per preservare un capitolo importante della storia locale. Tuttavia, gran parte del Forte di San Marco, di cui fa parte il baluardo di San Pietro, si trova in un’area defilata e su proprietà privata, complicando ulteriormente gli interventi.
Interventi sulle Mura: fondi terminati e risorse insufficienti
Il Comune di Bergamo, in collaborazione con la Sovrintendenza e Fondazione Cariplo, aveva avviato un piano di manutenzione straordinaria delle Mura veneziane a partire dal 2017, conclusosi nell’estate del 2024. Questo progetto, dal valore di 550mila euro, ha coinvolto associazioni come Orobicambiente e il dipartimento di Ingegneria dell’Università di Bergamo, utilizzando rilievi 3D e droni per mappare le fortificazioni.
Gli interventi hanno interessato tratti come il viadotto di Porta San Giacomo e il baluardo di Valverde, che oggi si presenta ripulito e ben conservato. Tuttavia, il tratto del baluardo di San Pietro è rimasto escluso dai lavori, e ora i fondi stanziati sono esauriti.
Cosa prevede il Piano delle opere pubbliche
Al momento, nel Piano delle opere pubbliche che la giunta Carnevali si appresta ad approvare, non sono previste risorse specifiche per il baluardo di San Pietro. L’assessore ai Lavori pubblici, Ferruccio Rota, ha dichiarato che a dispetto dei fondi annualmente destinati alla manutenzione delle Mura le risorse provenienti dal bando Cariplo sono terminate.
Questa incertezza preoccupa i residenti della zona, che sottolineano come ogni ulteriore ritardo aumenti i costi degli interventi necessari. «Rimuovere le piante che si sono sviluppate tra le pietre sarà molto complicato – denunciano –. Le radici hanno raggiunto il sentiero del Roccolino e continuano a danneggiare la struttura».
Un problema di competenze e responsabilità
Uno degli ostacoli principali alla manutenzione di questo tratto di Mura è la promiscuità delle competenze. Pur essendo un manufatto di proprietà demaniale, alcune parti si trovano su terreni privati e in aree senza passaggio pubblico, rendendo difficoltosi gli interventi ordinari e straordinari.
Questa situazione, unita alla scarsità di fondi e alla complessità della manutenzione, ha lasciato il baluardo di San Pietro in balia del degrado per decenni. Il tempo e l’incuria hanno reso la parte superiore della struttura fragile e frammentata, con prati inaccessibili che, durante l’inverno, si coprono di ghiaccio e brina, aumentando ulteriormente i rischi.
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