Processo per stalking: il pm chiede due anni, la difesa punta all’assoluzione

L'imputato nega le accuse e parla di una relazione normale. Il tribunale dispone il divieto di avvicinamento. Oggi la sentenza

Un amore nato pochi mesi prima, descritto dall’imputato come una relazione stabile, si è trasformato in un caso giudiziario per atti persecutori. Il protagonista è un 54enne della Bassa Valseriana, accusato di stalking nei confronti della sua ex compagna.

Secondo la sua versione, la storia si è conclusa dopo una vacanza nell’agosto 2024, senza le spiegazioni che avrebbe voluto. Tuttavia, già il 18 ottobre, quando fu ammonito in Questura a non contattare più la donna, l’uomo sostiene di aver chiuso definitivamente con la relazione, tanto da aver iniziato a frequentare un’altra persona nella stessa settimana.

Divergenze tra accusa e difesa

In aula è emerso che il 54enne aveva già seguito in passato un percorso in un centro antistalking, legato a un altro procedimento per atti persecutori, che si era concluso positivamente. Durante il dibattimento ha negato di aver mai minacciato l’ex compagna, ammettendo solo alcune reazioni impulsive, ma mai dirette contro di lei. Ha ricordato progetti di convivenza e una vacanza “serena”, anche se ha ammesso un litigio al supermercato.

Di tutt’altra opinione la donna, che ha raccontato di un uomo impulsivo e aggressivo, tanto da temerlo. Il giudice, durante l’interrogatorio, ha ricordato che la presunta vittima avrebbe dichiarato di sentirsi spaventata dal comportamento dell’ex.

Al termine dell’udienza, il Tribunale ha deciso di revocare la custodia in carcere, ma ha disposto per l’imputato il divieto di avvicinamento alla donna e ai luoghi da lei frequentati, nonché il divieto di contatti telefonici o telematici.

Le richieste delle parti: oggi la sentenza

Il pm ha chiesto una condanna a due anni, sostenendo che l’uomo avrebbe messo in atto comportamenti persecutoriche hanno generato paura e limitato la libertà della donna in più ambiti. La difesa, invece, ha negato che vi siano prove sufficienti per configurare lo stalking, chiedendo l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato o, in subordine, la riqualificazione in molestie.

La sentenza è attesa per oggi.

Redazione

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