Desertificazione commerciale, Confesercenti: “Serve un’azione coordinata tra Comuni e Distretti”

In 20 anni scomparsi 2.600 negozi in provincia di Bergamo. Il direttore Caselli: "Le scelte urbanistiche e politiche sono fondamentali per invertire la tendenza"

negozio di alimentari

Il fenomeno della desertificazione commerciale colpisce sempre più duramente Bergamo e la sua provincia, con un’emorragia di negozi di vicinato che negli ultimi vent’anni ha visto la chiusura di 2.600 attività, passando dai 12.568 esercizi del 2005 ai 9.968 del 2024. Un problema che va oltre il commercio, incidendo sul tessuto sociale, economico e urbanistico, soprattutto nelle aree montane, dove si intreccia con il fenomeno dello spopolamento.

Cause e conseguenze di un declino progressivo

Il direttore di Confesercenti Bergamo, Filippo Caselli, ha analizzato il problema evidenziando le cause principali:

  • Espansione della grande distribuzione, che ha spostato i consumi verso le periferie.
  • Crescita del commercio online, che ha modificato le abitudini d’acquisto.
  • Scelte urbanistiche discutibili, che hanno portato alla frammentazione del tessuto commerciale nei centri storici.

Questa trasformazione ha lasciato intere zone senza servizi essenziali, riducendo la qualità della vita e il valore immobiliare. “I negozi di prossimità sono fondamentali per il senso di comunità, la sicurezza urbana e l’attrattività dei territori”, ha sottolineato Caselli.

Il ruolo delle amministrazioni locali e dei Distretti del Commercio

Secondo Confesercenti, la lotta alla desertificazione commerciale non può essere lasciata solo agli operatori del settore, ma deve passare attraverso una strategia politica chiara e condivisa. “Le amministrazioni locali hanno un ruolo cruciale”, ha dichiarato Caselli a Bergamonews. “Bergamo ha adottato un Piano di Governo del Territorio (PGT) attento alla riduzione del consumo di suolo e al controllo degli insediamenti commerciali, prediligendo strutture di medie dimensioni”.

Un contributo essenziale può arrivare anche dai Distretti Urbani del Commercio, che possono diventare luoghi di alleanza tra enti locali e commercianti, superando il semplice confronto per trasformarsi in veri strumenti di pianificazione e rilancio.

Verso una politica nazionale per il commercio di prossimità

Caselli ha infine evidenziato la necessità di un intervento a livello regionale e nazionale. “In Lombardia qualcosa si sta muovendo”, ha detto, riferendosi al decreto del luglio 2024, che prevede premialità per i Comuni che adottano strategie di tutela del commercio locale.

Ora la sfida è trasformare queste misure in azioni concrete, capaci di fermare il declino e restituire vitalità economica e sociale ai territori.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Gli occupati crescono del 9,7% e raggiungono quota 32.567. Sette contratti su dieci sono a...
vie di bergamo
L’Affordable Housing Act potrebbe offrire agli enti locali nuovi strumenti per intervenire nelle aree sotto...
lavoro
Il 63% delle imprese bergamasche cerca personale, ma metà dei profili risulta difficile da reperire....
Confcommercio stima forti aumenti delle bollette nella seconda metà dell’anno. Patelli avverte: a rischio investimenti...
Il mercato del lavoro provinciale registra 68.471 assunzioni nei primi sei mesi dell’anno. Servizi e...
distrbutore di benzina
Il tetto di 1,99 euro al litro ha provocato un forte aumento dei rifornimenti in...

Altre notizie