Il pubblico ministero Silvia Marchina ha ottenuto il giudizio immediato per Mohamed Amine Mouhssine, 33enne di origini marocchine, e Mario Romeo, 39enne calabrese, accusati dell’omicidio preterintenzionale di Mykola Ivasiuk, avvenuto il 19 agosto 2024 all’esterno del bar Rosy di Casazza. Il GIP ha ritenuto sufficienti gli elementi per il rinvio a giudizio diretto, e i due imputati compariranno davanti alla Corte d’Assise l’11 aprile.
Le immagini della violenza
Le indagini si basano su un video che mostra chiaramente quanto accaduto quella sera. Secondo la ricostruzione della Procura, la vittima, 39enne di origini ucraine, era in stato di ebbrezza e aveva avuto una discussione con la compagna all’interno del bar. Alcuni avventori si erano lamentati del suo comportamento e Romeo lo aveva accompagnato all’esterno per calmarlo. Tuttavia, la situazione è degenerata:
- Romeo ha colpito Ivasiuk con un violento pugno al volto, causandogli una repentina rotazione del capo.
- Mouhssine lo ha colpito brutalmente alle spalle con un bicchiere di vetro, ferendolo alla testa.
- I due imputati lo hanno poi afferrato e spinto a terra, strappandogli la maglietta. La caduta ha provocato un trauma cranico con emorragia cerebrale fatale.
Dopo l’aggressione, Mouhssine è fuggito, mentre Romeo è rimasto sul posto, ha chiamato il 112 e ha cercato di soccorrere Ivasiuk, ma senza successo.
Arresti e fuga in Spagna
I Carabinieri di Clusone hanno arrestato inizialmente Romeo e un altro uomo, G.C., 46enne di Spinone al Lago, accusato di favoreggiamento per aver fornito un’auto a Mouhssine, permettendogli di fuggire. Entrambi sono stati rilasciati dal GIP, ma il provvedimento è stato impugnato dalla Procura, e il tribunale del riesame ha accolto il ricorso, ordinando la detenzione di Romeo, che è stato incarcerato il 21 gennaio.
Mouhssine è stato rintracciato in Spagna, nella provincia di Murcia, dove si nascondeva presso alcuni conoscenti. Arrestato dalle autorità iberiche, è stato successivamente estradato e portato in carcere in Italia.
Il processo del prossimo 11 aprile stabilirà le responsabilità definitive dei due imputati in un caso che ha sconvolto la comunità di Casazza.
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