Azzonica, morto il pensionato ustionato nel bosco a Villa d’Almè

Albino Brugnetti era ricoverato in gravi condizioni da venerdì. Il sindaco: "La natura era la sua passione, in paese lo conoscevano tutti"

incidente

Era una figura ben nota ad Azzonica e nei paesi vicini, Albino Brugnetti, il pensionato 77enne deceduto domenica mattina all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Ricoverato in prognosi riservata da venerdì sera, non è sopravvissuto alle gravi ustioni riportate a causa di un incendio che lui stesso aveva involontariamente provocato, dando fuoco ad alcuni rami secchi nel bosco di Villa d’Almè, nei pressi di via San Sebastiano.

Una vita tra fatica e passione per la natura

Brugnetti viveva da solo, al secondo piano di una palazzina in via degli Assonica. Amante della natura, percorreva quotidianamente chilometri a piedi per raggiungere i boschi e dedicarsi alla pulizia della vegetazione, alla raccolta della legna e delle castagne. “La natura, la legna, il fuoco erano la sua passione”, raccontano i compaesani. Raramente prendeva l’autobus, preferendo spostarsi a piedi fino a Villa d’Almè, dove spesso si occupava della manutenzione dei boschi circostanti.

Nato in una famiglia numerosa – secondo di dieci fratelli – aveva vissuto un’esistenza di sacrifici. Da giovane, negli anni ’60, emigrò in Francia, lavorando come lavapiatti nell’albergo di uno zio, per poi tornare in Italia nel 1975 e trovare impiego nelle fonderie Pilenga di Lallio, dove rimase per molti anni.

Il ricordo della comunità

Albino Brugnetti era un uomo dal carattere originale, molto conosciuto e riconoscibile per il suo cappello con la penna d’Alpino, che indossava abitualmente nonostante non avesse svolto il servizio militare. “Era una brava persona, in paese lo conoscevano tutti”, ha ricordato il sindaco di Sorisole, Stefano Vivi, che era anche suo vicino di casa.

Era solito partire all’alba per le sue lunghe camminate nei boschi, tornando solo in serata. La sua voce alta e inconfondibile risuonava spesso per le strade del paese, diventando quasi un tratto distintivo della sua personalità.

Fino alla serata di domenica, non erano ancora stati definiti la data e il luogo dei funerali. La comunità di Azzonica e Sorisole piange la scomparsa di un uomo che, con la sua presenza discreta e il suo amore per la natura, aveva lasciato un segno indelebile nel tessuto locale.

Redazione

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