Non ci sarà costituzione di parte civile nel procedimento penale per le famiglie dei due bambini gravemente ustionati all’asilo San Zeno di Osio Sopra, ma la querela non verrà ritirata. A quasi tre anni dal tragico incidente avvenuto il 30 maggio 2022, i genitori di Elisa Prandi e Alessandro Bonansinga hanno annunciato, tramite l’avvocato Danilo Delia, che rimarranno parti offese nel processo contro la maestra Monica Valsecchi e la coordinatrice della struttura Simonetta Nava, accusate di lesioni colpose gravi e gravissime, aggravate dalla violazione delle norme antinfortunistiche.
La decisione arriva dopo che l’assicurazione ha versato un primo acconto, giudicato “adeguato per rinunciare all’azione civile in sede penale”, ma comunque insufficiente a coprire il danno subito, stimato in oltre 3,5 milioni di euro complessivi: 2 milioni per Elisa e 1,6 milioni per Alessandro. Le famiglie proseguiranno quindi la richiesta di risarcimento attraverso un procedimento civile.
Il procedimento penale, nel frattempo, dovrà ripartire con un nuovo giudice: Patrizia Ingrascì, che aveva condannato in abbreviato Roberto Tornicelli – il padre che spruzzò bioetanolo sul braciere provocando la fiammata – si è dichiarata incompatibile nell’udienza del 20 marzo. Il 27 marzo sarà nominato un nuovo magistrato, che dovrà decidere sull’eventuale rinvio a giudizio per le due imputate, assenti finora in aula.
L’incidente, avvenuto durante un’attività all’aperto con i bambini e i genitori presenti, ha lasciato ferite profonde. Elisa, che quel giorno compiva 4 anni, ha riportato ustioni sull’85% del corpo ed è rimasta ricoverata 10 mesi. Alessandro, coetaneo, è stato dimesso dopo 47 giorni, con ustioni a gambe, mani, piedi e viso. Entrambi continuano terapie periodiche e indossano guaine su braccia e gambe per trattare le cicatrici.
«Non abbiamo ricevuto nulla dalle imputate, nemmeno le scuse – dichiarano i genitori a Bergamonews -. L’asilo si è sempre chiamato fuori da ogni responsabilità. Noi chiediamo giustizia per i nostri figli».
Il precedente giudiziario ha già visto la condanna a 3 anni, 4 mesi e 12 giorni per Tornicelli, l’unico a oggi giudicato. Il fascicolo si concentra ora sulle responsabilità della maestra e della coordinatrice per non aver evitato o impedito un’attività ritenuta pericolosa e realizzata in violazione delle norme sulla sicurezza.
La vicenda ha segnato profondamente le due famiglie, che nel frattempo hanno continuato a sostenere cure specialistiche per i bambini. Oggi Elisa frequenta la prima elementare, Alessandro la seconda: entrambi, nonostante il decorso positivo, convivono con le conseguenze fisiche dell’incidente.
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