Il caso delle chiusure viabilistiche attuate dal Comune di Gorle è approdato in Regione Lombardia, ma senza il confronto diretto con il principale protagonista. Alla seduta della V Commissione Territorio, Infrastrutture e Mobilità, tenutasi il 20 marzo a Milano, si è infatti registrata l’assenza del sindaco di Gorle, Giovanni Testa, che ha comunicato all’ultimo la sua decisione di non partecipare all’audizione richiesta per discutere degli effetti della chiusura dei varchi sulla strada provinciale 35.
L’assenza ha suscitato reazioni critiche, soprattutto da parte del vicepresidente della Commissione, Michele Schiavi (Fratelli d’Italia), che ha parlato di “occasione persa per il dialogo”. Schiavi ha ribadito che la Regione ha dimostrato attenzione ai problemi viabilistici dell’hinterland est di Bergamo, e avrebbe voluto che il Comune di Gorle fosse presente per confrontarsi con gli altri sindaci e ascoltare le loro esigenze.
Le chiusure disposte da Gorle stanno causando gravi rallentamenti, come confermato dalle rilevazioni della Provincia: la velocità media nelle ore di punta è crollata, con conseguenti disagi per migliaia di pendolari, soprattutto lungo i collegamenti verso la Val Seriana. Per questo, Schiavi ha annunciato l’intenzione di scrivere al prefetto, in vista dell’incontro del 27 marzo, per chiedere che la sperimentazione in corso non diventi una misura permanente, giudicandola inadeguata.
La richiesta di intervento condiviso è arrivata anche dai consiglieri regionali bergamaschi del Partito Democratico, Davide Casati e Jacopo Scandella, che hanno sottolineato come il tema della mobilità sia ormai una questione sovracomunale e debba essere affrontato attraverso soluzioni coordinate tra Comuni, Provincia e Regione. «Serve un confronto costante per risolvere le criticità – hanno dichiarato a PrimaBergamo– e agire in particolare sull’incrocio della Martinella, per il quale sono già disponibili 500 mila euro stanziati con il contributo bipartisan del Consiglio regionale».
Casati e Scandella hanno inoltre ribadito la necessità di non rendere definitiva la sperimentazione attuata da Gorle, attualmente prevista fino a fine maggio, poiché ha generato congestionamenti nei Comuni limitrofi, aggravando la viabilità di un’intera area già fragile.
Il caso ha riportato alla luce il nodo della gestione frammentata del traffico nell’area est della provincia di Bergamo, dove decisioni unilaterali possono avere impatti significativi sul sistema di mobilità collettivo. Per questo, Scandella ha ricordato come “non si possa accettare che ogni Comune decida autonomamente su una questione che coinvolge più territori”.
Il prossimo passo sarà l’incontro con la Prefettura, ma l’assenza del Comune di Gorle in sede regionale ha sollevato perplessità sul reale intento di collaborazione da parte dell’Amministrazione, che ora è chiamata a rispondere non solo ai cittadini, ma anche agli enti territoriali coinvolti.
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