In provincia di Bergamo la presenza delle banche sul territorio si è quasi dimezzata in 15 anni. È il dato che emerge dagli ultimi rilievi della Banca d’Italia, che fotografano una situazione di progressivo abbandono dei presìdi bancari, soprattutto nelle zone montane e nei piccoli centri. Dal 2010 a oggi, gli sportelli bancari sono passati da 786 a 424, con una riduzione del 46%.
A pagarne il prezzo più alto sono le aree interne, dove la distanza tra un paese e l’altro aggrava ulteriormente l’assenza di filiali. Emblematica la situazione della Val Brembana e della Valle Imagna, dove solo un Comune su quattro è attualmente servito da almeno uno sportello.
Crollo dei Comuni coperti: da 203 a 144 in 15 anni
Come riporta L’Eco di Bergamo, nel 2010 erano 203 i Comuni bergamaschi con almeno una banca. Oggi sono scesi a 144, mentre 99 Comuni, pari al 40,7% del totale, ne sono completamente privi. Il numero dei Comuni sprovvisti è più che raddoppiato in quindici anni, confermando un fenomeno che assume i tratti di una desertificazione bancaria.
La tecnologia, l’home banking e le fusioni tra istituti hanno accelerato questo processo, che vede una concentrazione degli sportelli nei grandi centri urbani. Bergamo città, ad esempio, conta 81 succursali, seguita da Treviglio (18), Dalmine e Seriate (10 ciascuna). Appena nove altri Comuni superano le cinque filiali, mentre 57 località contano su un solo sportello, candidandosi potenzialmente a perdere del tutto il servizio nei prossimi anni.
Densità bancaria in calo: 3,8 sportelli ogni 10mila abitanti
Rapportando i 424 sportelli ai 1,1 milioni di abitanti della provincia, si ottiene una media di 3,8 filiali ogni 10.000 residenti, ma la distribuzione è tutt’altro che omogenea. La densità maggiore, in proporzione, si trova nelle aree urbane: nella città di Bergamo e nei Comuni limitrofi ci sono 126 filiali per 281.000 abitanti, ovvero 4,5 ogni 10.000.
La Valle Brembana, con 17 sportelli per 38.465 abitanti, mantiene una media simile (4,4), ma il dato è fuorviante: quei 17 sportelli sono concentrati in soli 9 dei 35 Comuni, lasciando oltre il 70% del territorio sguarnito. Stessa proporzione per la Valle Imagna, dove solo 4 Comuni su 17 sono serviti, per un totale di appena 6 filiali.
Zone completamente scoperte o quasi
Suddividendo la provincia in zone omogenee, come definito dalla Provincia, il quadro è chiaro:
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Nella pianura ovest c’è almeno una banca in ogni Comune.
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L’area urbana (capoluogo e cintura) è servita al 91%.
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L’hinterland sud, il Seriatese-Grumellese e la pianura est mostrano una copertura superiore all’80%.
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Ma nelle valli la situazione precipita:
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In Val Seriana, metà dei Comuni è priva di filiali (17 su 34).
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Nella zona dei laghi, solo il 40% dei Comuni è coperto.
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In Val Brembana e Valle Imagna, solo un Comune su quattro ha ancora almeno uno sportello attivo.
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Verso un modello sempre più digitale?
Il quadro riflette una trasformazione profonda del sistema bancario, spinta dalle innovazioni tecnologiche e dalla razionalizzazione dei costi. Tuttavia, l’impatto sociale e territoriale rischia di essere pesante, soprattutto per le fasce più anziane della popolazione e per chi vive in aree periferiche o montane, dove l’accesso digitale non sempre è garantito o semplice.
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