Cisl: a Bergamo oltre 10mila famiglie nella “zona di povertà” secondo l’Isee

Allarme del sindacato: cresce il numero di cittadini con reddito sotto i 9mila euro. Servizi sociali e sanitari gratuiti per i nuclei più fragili, la richiesta urgente

Emergono dati allarmanti dall’Osservatorio e dal dipartimento Welfare della Cisl di Bergamo, che lancia un grido d’allarme sulla condizione economica di migliaia di cittadini in provincia. Secondo le stime aggiornate, oltre 10mila domande Isee rientrano nella fascia di reddito inferiore a 9.360 euro, soglia che indica un livello di povertà assoluta. Una situazione resa ancora più drammatica dal fatto che si parla di almeno 50mila nuclei familiari in difficoltà solo nel territorio provinciale.

Domande Isee in forte aumento: +70% in quindici giorni

Nei primi quindici giorni di agosto, i Centri di Assistenza Fiscale (Caf) della Cisl hanno registrato un aumento del 70% delle richieste rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Già nel mese di luglio si era evidenziato un +30%. Complessivamente, l’85% delle dichiarazioni Isee del 2019 sono state già elaborate nei soli primi otto mesi del 2025, un dato che mostra l’estensione dell’emergenza sociale nel territorio bergamasco.

La povertà colpisce lavoratori precari, partite Iva e giovani

Secondo Mario Gatti, segretario della Cisl Bergamo, e Caterina Delasa, segretaria generale provinciale della Fnp Cisl, molte delle famiglie ora in difficoltà avevano lavorato precariamente ma con continuità nel 2024, motivo per cui l’Isee risultante non riflette la loro attuale condizione critica. Alcuni sono in attesa di cassa integrazione, altri hanno visto azzerarsi ogni fonte di reddito, mentre i più giovani e i titolari di partita Iva restano esclusi da molti aiuti.

Povertà e solitudine: il 40% dei richiedenti Isee a Bergamo vive da solo

Un altro dato che preoccupa riguarda la solitudine. In provincia di Bergamo, il 32% dei cittadini sotto la soglia dei 9.360 euro vive da solo, cifra che sale al 40% se si considera il solo capoluogo. Questa situazione evidenzia un rischio sociale aggiuntivo, poiché l’isolamento riduce le possibilità di accesso ai supporti informali e aumenta la vulnerabilità.

Le richieste della Cisl: copertura totale dei servizi e riforma del reddito di cittadinanza

Alla luce di questi dati, la Cisl propone una copertura totale dei costi legati ai servizi sociali e sanitari per tutte le famiglie con un Isee inferiore a 9mila euro. In particolare, si chiede l’accesso gratuito ad asili nido, assistenza familiare e domiciliare. Inoltre, il sindacato sottolinea la necessità di modificare la struttura del reddito di cittadinanza, agendo su scala di equivalenza e vincoli anagrafici, per renderlo più aderente alla realtà socio-economica attuale.

Una risposta dalle comunità locali

Secondo la Cisl, è essenziale una risposta collettiva, basata su un nuovo approccio solidale, che coinvolga anche la società civile. Non bastano misure assistenziali: occorre creare lavoro innovativo e di utilità sociale, come ad esempio nell’ambito della cura dell’ambiente e dei servizi alla persona, trasformando l’emergenza in opportunità di coesione e sviluppo locale.

Redazione

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