Truffano invalida e anziane in 24 ore: due arresti, bottino da oltre 30mila euro

Fingendosi carabinieri e avvocati, due giovani napoletani hanno colpito ad Alzano, Zanica e Suisio. Obbligo di dimora a Napoli per entrambi

Una truffa ben orchestrata, due giovani, tre vittime fragili e un bottino da oltre 30mila euro in gioielli. In meno di 24 ore, due truffatori napoletani sono riusciti a colpire tre donne anziane e invalide tra Alzano Lombardo, Zanica e Suisio, nella provincia di Bergamo. Alla fine, però, sono stati fermati dai carabinieri alla stazione di Bergamo, mentre cercavano di rientrare a Napoli. Nonostante l’arresto non sia stato convalidato per mancanza di flagranza, il giudice ha disposto per entrambi l’obbligo di dimora nel comune partenopeo.

I due, E.Z. di 24 anni e M.M. di 20, entrambi disoccupati e con precedenti, si sono finti prima carabinieri, poi avvocati, ricorrendo alla classica truffa della “cauzione da pagare per un familiare coinvolto in un incidente”. La prima vittima è una donna invalida civile, contattata il 16 aprile da un uomo che si è spacciato per carabiniere. Le ha raccontato che il fratello aveva causato un grave incidente, ferendo una donna, e che si trovava in caserma. Poco dopo, un finto legale ha rincarato la dose: il fratello rischiava il carcere, ma versando 7.500 euro in contanti o oggetti di valore si sarebbe evitata la detenzione.

La donna, terrorizzata, ha consegnato una busta contenente gioielli per un valore complessivo di circa 30mila euro e una banconota da 100 euro, gettandola dalla finestra a due ragazzi che si sono presentati sotto casa sua. L’indagine è scattata subito dopo la sua denuncia ai carabinieri di Alzano Lombardo, che hanno individuato la stazione ferroviaria di Bergamo come possibile punto di fuga dei due.

La mossa si è rivelata vincente: i carabinieri in borghese li hanno fermati sulle banchine, trovando nello zaino diverse buste con gioielli. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati anche i cellulari, nei quali sono stati rinvenuti messaggi e coordinate GPS che hanno portato a due ulteriori casi di truffa.

Il 15 aprile, infatti, i due avevano truffato una 85enne di Zanica, con la stessa modalità: la donna, credendo che la figlia fosse coinvolta in un grave incidente, aveva consegnato a un complice una busta con due fedi, un anello, un paio di orecchini e altri monili. Poco dopo, sempre il 15 aprile, i due avevano tentato di truffare un’anziana di 83 anni a Suisio, ma l’arrivo provvidenziale di un’amica aveva interrotto la comunicazione e mandato all’aria il piano.

Portati in caserma, E.Z. e M.M. sono stati riconosciuti da due delle vittime. La procura ha chiesto la convalida dell’arresto e il carcere, ma il giudice ha stabilito che non sussistessero le condizioni per l’arresto per le truffe già avvenute, trattandosi di reati non commessi in flagranza. Ha però accolto la richiesta di una misura cautelare, stabilendo l’obbligo di dimora a Napoli, vista la gravità dei fatti, la breve finestra temporale in cui sono avvenuti e la vulnerabilità delle vittime.

Il procedimento proseguirà con rito ordinario, dopo che il difensore ha rifiutato il giudizio direttissimo. Intanto, gli inquirenti proseguono con gli accertamenti per verificare se i due abbiano messo a segno altri colpi simili in provincia.

Redazione

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