Omicidio Riccardo Claris: mercoledì 7 maggio l’autopsia, attesa per l’interrogatorio del reo confesso

Le indagini proseguono per chiarire l’esatta dinamica dei fatti e le responsabilità. I carabinieri ricostruiscono i momenti precedenti all’accoltellamento in via Ghirardelli

La Procura di Bergamo ha fissato per mercoledì 7 maggio l’autopsia sul corpo di Riccardo Claris, il 26enne ucciso nella notte tra sabato 3 e domenica 4 maggio in via Ghirardelli, nei pressi dello stadio Gewiss. Il giovane è stato raggiunto da una coltellata alla schiena nel corso di una lite tra tifosi degenerata in tragedia.

In parallelo all’esame autoptico, è previsto anche l’interrogatorio di convalida per Jacopo De Simone, il 19enne che si è costituito spontaneamente poche ore dopo l’omicidio, confessando l’accoltellamento. Il giovane, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe intervenuto per difendere un fratello coinvolto nella rissa esplosa poco prima all’esterno di un locale in Borgo Santa Caterina, teatro dei primi scontri.

Le indagini dei carabinieri proseguono a ritmo serrato, nel tentativo di ricostruire ogni fase dell’accaduto, dal momento iniziale della lite alle motivazioni che hanno portato De Simone a prelevare un coltello da casa e usarlo contro Claris. Resta da chiarire con precisione il contesto e le responsabilità dei soggetti coinvolti nella rissa, che secondo le testimonianze avrebbe coinvolto almeno una decina di persone, alcune armate di bastoni e catene.

Gli investigatori stanno passando al vaglio i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona, oltre a raccogliere le testimonianze dei presenti e i rilievi effettuati dalla Scientifica, che domenica ha setacciato via Ghirardelli, dove è stato anche rinvenuto il coltello spezzato usato per l’aggressione. L’arma, con impugnatura in ceramica, rappresenta un elemento chiave per accertare le modalità dell’omicidio.

La comunità bergamasca, ancora scossa dalla tragedia, attende risposte, mentre la famiglia Claris si è chiusa nel silenzio, sostenuta dalla vicinanza della città. La magistratura intende fare piena luce su un episodio che ha messo in evidenza un’escalation di violenza giovanile, alimentata da futili motivi legati al tifo calcistico.

Redazione

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