Addio a Enrico Baleri, il designer che ha portato il mondo a Bergamo

Scompare a 83 anni una delle figure chiave del design italiano: tra avanguardia, impresa e impegno culturale

Bergamo saluta Enrico Baleri, scomparso martedì 6 maggio all’età di 83 anni dopo una lunga malattia. Con lui se ne va una delle menti più brillanti del design italiano, capace di coniugare intuizione artistica, imprenditorialità e impegno civile. Originario di Albino, Baleri ha segnato con la sua visione il panorama del design contemporaneo, diventando ambasciatore della creatività bergamasca nel mondo.

Dopo gli studi in architettura al Politecnico di Milano, Enrico Baleri apre a soli 23 anni lo studio «Baleri Designers» a Bergamo, uno spazio d’avanguardia fortemente voluto da Dino Gavina, pioniere dell’arredo moderno in Italia. Da qui parte un percorso che lo vedrà protagonista per oltre cinque decenni tra grandi collaborazioni, intuizioni geniali e progetti diventati iconici.

Il primo grande salto avviene nel 1972 con la nascita di Pluri, centro sperimentale in cui Baleri collabora con marchi simbolo del design internazionale come Flos, Gavina e Knoll. Ma il nome di Enrico Baleri si legherà in modo indissolubile ad Alias, azienda fondata nel 1979 con Carlo e Francesco Forcolini. Qui prende forma uno dei suoi maggiori successi: la “Spaghetti Chair” disegnata con Giandomenico Belotti, oggi esposta nella collezione permanente del MoMA di New York.

Nel 1984, con Marilisa Decimo, Baleri fonda Baleri Italia, aprendo la strada a una nuova generazione di designer come Philippe Starck, Hannes Wettstein e Luigi Baroli, senza mai dimenticare i grandi maestri del settore: Alessandro Mendini, Angelo Mangiarotti, Hans Hollein. Il marchio diventa simbolo di una sintesi unica tra eleganza e funzionalità, capace di anticipare i gusti e le tendenze del design globale.

Oltre all’attività imprenditoriale, Baleri ha avuto un ruolo fondamentale nella promozione culturale e nella tutela dell’architettura moderna. Fonda nel 1989 l’Associazione Casa Malaparte e nel 1994 il Comitato AALTO/Viipuri, impegnato nella salvaguardia della biblioteca progettata da Alvar Aalto in Russia. Dopo aver lasciato Baleri Italia nel 2004, crea il Centro Ricerche Enrico Baleri, un laboratorio permanente dedicato al design, alla comunicazione e alla cultura, continuando a coltivare nuove idee e visioni.

Instancabile fino all’ultimo, Baleri ha sempre guardato avanti, riflettendo sul ruolo del design come motore sociale, estetico e politico. Il suo lascito è oggi presente non solo nei musei, ma nel tessuto stesso del design italiano ed europeo.

Redazione

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