Il 2025 si apre con segnali contrastanti per l’economia bergamasca: se da un lato l’industria registra una nuova contrazione della produzione (-2% su base annua e -0,7% sul trimestre precedente), dall’altro emergono segnali di fiducia da parte delle imprese, grazie alla crescita degli ordini e al miglioramento delle aspettative, nonostante le tensioni internazionali legate ai dazi statunitensi.
Industria in difficoltà, pesa il calo della meccanica
Nel primo trimestre dell’anno il numero indice della produzione industriale scende a 117,3, tornando ai livelli di fine 2021 e confermando un trend negativo avviato dalla fine del 2022. Il calo bergamasco si distingue anche per intensità rispetto alla media regionale: in Lombardia, infatti, il decremento annuo è stato solo dello 0,4%, mentre su base trimestrale si è registrato +0,4%.
A determinare la flessione è soprattutto il settore della meccanica, comparto trainante per la provincia, a cui si aggiunge il tessile. Siderurgia e gomma-plastica mostrano invece una tenuta migliore.
Ordini in crescita, soprattutto dal mercato interno
Nonostante il calo produttivo, il trimestre si distingue per un aumento degli ordini pari al +1,6%, confermando la ripresa già rilevata nel finale del 2024. Una dinamica favorita in particolare dalla domanda interna, in controtendenza con la debolezza di quella estera.
Anche sul fronte del fatturato, si registra una flessione congiunturale dello 0,4%, mentre su base annua il dato resta stabile. Preoccupante il calo della quota di export, scesa sotto il 40% (38,4%), possibile effetto delle tensioni tariffarie internazionali.
Prezzi e occupazione: dinamiche divergenti
I prezzi dei prodotti finiti crescono dell’1,1%, segno di una certa stabilità, mentre le materie prime registrano un incremento più marcato (+1,6%), riflettendo ancora una certa volatilità sui mercati globali. L’occupazione cresce leggermente (+0,2%), ma resta su livelli inferiori rispetto agli anni precedenti. Il 15% delle imprese continua a far ricorso alla Cassa Integrazione, dato stabile rispetto ai trimestri precedenti.
Sorprendentemente, le aspettative degli imprenditori migliorano: il saldo tra chi prevede un aumento e chi prevede una diminuzione del fatturato è positivo di 4 punti, un dato incoraggiante considerando che l’indagine è stata condotta ad aprile, in piena incertezza legata ai dazi USA.
Artigianato: produzione ferma ma segnali di tenuta
Nel comparto dell’artigianato manifatturiero la situazione appare più stabile: la produzione non varia né su base annua né trimestrale, mantenendo l’indice fermo attorno a quota 121. Migliore rispetto alla media lombarda (-0,3%), questa stabilità si accompagna a un rimbalzo del fatturato (+0,7% trimestrale e +0,3% annuo), dopo un 2024 in calo.
Positivi anche i segnali occupazionali: +1,1% nel numero di addetti, spinti anche dalla stagionalità. Le scorte risultano più consistenti, anche se prevalgono ancora le indicazioni di scarsità.
Tuttavia, le aspettative restano negative: saldo di -11 punti per la produzione e -15 per la domanda interna. Più contenuti i dati su domanda estera e occupazione (-3 punti ciascuno), ma si nota un lieve miglioramento rispetto alla rilevazione precedente.
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