Un dramma familiare ha sconvolto il pomeriggio di giovedì 5 giugno nel piccolo comune di Cene, in Val Seriana, dove un uomo di 54 anni, Rubens Bertocchi, ha sparato alla moglie Elena Belloli, 52 anni, prima di rivolgere l’arma contro di sé. La pistola calibro .22 era regolarmente detenuta.
Secondo le ricostruzioni dei carabinieri della compagnia di Clusone e del nucleo investigativo di Bergamo, l’uomo avrebbe agito per gelosia, probabilmente convinto che la moglie intrattenesse una relazione extraconiugale. La tragedia è avvenuta all’interno dell’abitazione della coppia, situata al primo piano di una palazzina in via Bernardo Fanti. Al momento del fatto, la casa era chiusa dall’interno, segno che nessuno era entrato o uscito dopo la sparatoria.
Un messaggio prima del gesto
Prima di aprire il fuoco, Bertocchi ha inviato un messaggio a una persona vicina alla moglie, annunciando le proprie intenzioni. Un segnale d’allarme purtroppo arrivato troppo tardi: pochi minuti dopo, due colpi d’arma da fuoco hanno messo fine alla vita della coppia. A dare l’allarme è stata una vicina di casa, che ha udito gli spari intorno alle 17 e ha immediatamente chiamato il 112.
I figli nell’appartamento sottostante
In casa si trovavano solo i due coniugi, mentre al piano inferiore, nella taverna, erano presenti il figlio maggiore della coppia, Andrea, di 21 anni, e la fidanzata. Il secondo figlio, di 11 anni, non era in casa al momento della tragedia. Il giovane è salito dopo aver sentito i colpi, ma non è riuscito ad aprire la porta, chiusa dall’interno. L’intervento dei vigili del fuoco di Gazzaniga ha permesso l’accesso ai militari, che hanno trovato i corpi privi di vita dei coniugi, colpiti entrambi al petto.
Nessuna avvisaglia, ma cresce il sospetto di un malessere nascosto
Stando alle testimonianze di amici, conoscenti e residenti della zona, la famiglia non aveva mai dato segnali evidenti di disagio. “Erano sempre insieme”, raccontano i vicini a L’Eco di Bergamo, che descrivono una coppia apparentemente serena. Dopo la chiusura dello storico negozio di alimentari di famiglia, Bertocchi aveva trovato impiego come guardia giurata in un servizio di portineria a Bergamo Alta. La moglie continuava a lavorare come geometra in uno studio del paese.
Gli investigatori ipotizzano però che dietro la tragedia possa celarsi una crisi profonda, maturata nel tempo e legata a sospetti di infedeltà mai dichiarati apertamente. Nessun biglietto è stato trovato in casa, ma il messaggio inviato prima del gesto appare come una confessione preventiva.
Sequestro dell’appartamento e indagini in corso
Il sostituto procuratore Giampiero Golluccio ha disposto il sequestro dell’abitazione e dei telefoni cellulari della coppia, per acquisire ulteriori elementi utili a chiarire il contesto in cui si è consumato l’omicidio-suicidio. L’appartamento è stato perquisito alla ricerca di eventuali lettere o scritti che potessero spiegare le motivazioni del gesto.
Nel frattempo, i corpi di Bertocchi e Belloli sono stati trasferiti all’obitorio dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove nelle prossime ore sarà disposta l’autopsia.
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