Un caldo insopportabile: lavoratori sotto il sole
Con le temperature che sfiorano i 40 gradi, la situazione per i lavoratori impegnati nei cantieri all’aperto è diventata insostenibile. In particolare, i lavoratori edili che operano a contatto con l’asfalto devono fare i conti con il calore estremo, che può raggiungere punte superiori ai 60 gradi. Gli operai si difendono come meglio possono, ricorrendo a ghiaccioli e acqua fresca per combattere l’afa, ma la situazione è comunque critica. “Beviamo tanta acqua e facciamo merenda con i ghiaccioli”, raccontano alcuni lavoratori. L’idratazione è la chiave per resistere, ma la fatica resta costante, soprattutto nelle ore più calde.
I cantieri di Bergamo e le difficoltà per gli operai
A Bergamo, sono numerosi i cantieri attivi, dal tram T2 alla linea e-Brt, passando per i lavori di teleriscaldamento in zone centrali della città. “Il caldo si fa sentire, ma siamo organizzati”, spiega un operaio, sottolineando come i lavoratori si attrezzino con bottiglie d’acqua fresca e cibo sano per contrastare la fatica. Tuttavia, la presenza di cantieri sotto il sole è una sfida che mette a rischio la salute dei lavoratori, mentre la città si svuota per le vacanze e le strade rimangono deserte durante le ore più calde.
Le previsioni meteo: un caldo che non accenna a diminuire
Secondo il meteorologo Daniele Berlusconi di 3B Meteo, la situazione non migliorerà nelle prossime settimane. Le temperature sono destinate a rimanere sopra i 30 gradi, con picchi fino a 36 in pianura. “La temperatura al sole, a contatto con l’asfalto, può superare i 60 gradi nelle ore più calde”, ha dichiarato Berlusconi, mettendo in evidenza l’impatto del caldo sui lavoratori all’aperto. Anche se la settimana prossima sono previsti alcuni temporali sparsi, non si prevede un abbassamento significativo delle temperature.
La richiesta dei sindacati: un intervento regionale urgente
Di fronte a questa situazione, Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito con forza la necessità di un’ordinanza regionale che imponga la sospensione delle attività lavorative nelle ore più calde della giornata, tra le 12 e le 16, quando il rischio per la salute è maggiore. “La mappa del rischio pubblicata da Worklimate segnala un livello di rischio alto durante queste ore”, spiegano i sindacati. Nonostante le richieste, le organizzazioni sindacali lamentano la mancata risposta collettiva da parte delle Ats e delle organizzazioni datoriali, sottolineando che l’adozione dell’ordinanza potrebbe proteggere i lavoratori, in particolare quelli che operano in aziende senza adeguate misure di prevenzione.
La risposta della Regione Lombardia: un confronto in programma
Il sistema sanitario regionale è pronto a rispondere a eventuali emergenze legate al caldo, ma l’assessore al Welfare, Guido Bertolaso, ha confermato che la Regione monitorerà attentamente la situazione. “Abbiamo attivato piani di prevenzione per i soggetti fragili e i lavoratori”, ha dichiarato Bertolaso. Lunedì prossimo è previsto un confronto con i rappresentanti dei lavoratori per discutere delle richieste avanzate dai sindacati e per fare il punto su possibili soluzioni.
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