Il costo degli affitti a Bergamo continua a salire, rendendo sempre più difficile per famiglie e giovani trovare un’abitazione a prezzi accessibili. Lo certifica uno studio dell’Ufficio Lavoro, Coesione e Territorio della Uil, che inserisce il capoluogo orobico tra le città lombarde con le locazioni più elevate.
Nel 2024, un appartamento di 100 metri quadri in zona centrale di pregio ha raggiunto e superato i mille euro al mese di affitto, incidendo per oltre il 30% sul budget mensile di una famiglia media. Ma la difficoltà di trovare case a prezzi sostenibili non riguarda solo il centro: anche molte aree semicentrali e periferiche mantengono valori alti e stabili, a testimonianza di un problema ormai strutturale.
Le aree più costose restano quelle centrali, con via Verdi, via dei Partigiani, via San Bernardino alta e via Moroni che mantengono livelli di canone tra i più elevati della città. Nelle zone semicentrali, come via Maj, Santa Lucia, Conca Fiorita e Triangolo, si scende leggermente, con una media che oscilla tra i 7 e gli 8 euro al metro quadro. Nelle aree più decentrate, come il Villaggio degli Sposi, i prezzi si riducono ulteriormente, ma quartieri come Loreto, pur essendo più periferici, registrano ancora canoni elevati, attorno ai 7 euro al metro quadro.
Il sindacato Uil segnala elementi “preoccupanti” nella tendenza rilevata: i salari non tengono il passo con il costo della vita e l’aumento degli affitti non è compensato da una crescita del potere d’acquisto. La criticità si aggrava in particolare per giovani e famiglie in fase di costruzione di un nuovo progetto di vita, che si trovano a fare i conti non solo con l’emergenza abitativa, ma anche con la mancanza di strumenti efficaci per conciliare lavoro, casa e genitorialità.
In questo contesto si inserisce l’iniziativa comunale del “Fondo abitare Under 35”, che prevede sostegni economici per chi, sotto i 35 anni, decide di stabilirsi in città. La misura viene definita “lodevole” da Uil Bergamo, ma il sindacato avverte: “Serve una visione più strutturale e integrata”. L’accesso alla casa, secondo l’analisi, non può essere separato da politiche più ampie di sostegno alla famiglia, alla natalità e alla stabilità occupazionale.
La proposta avanzata dalla Uil prevede la creazione di una commissione di studio territoriale che coinvolga enti locali, rappresentanze sindacali, associazioni e attori economici. L’obiettivo è redigere un documento tecnico condiviso, in grado di tracciare le priorità e guidare le future azioni politiche a livello locale.
Il caro affitti a Bergamo non è più un’emergenza temporanea, ma un fenomeno da affrontare con strumenti stabili e di lungo periodo, capaci di garantire il diritto alla casa e una qualità della vita sostenibile per chi lavora, studia o vuole mettere radici nel capoluogo orobico.
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