Un tragico incidente accaduto il 17 aprile 2024, ha portato alla morte di Ferruccio Carminati, 53enne di Osio Sotto. Carminati, mentre percorreva in moto via Stezzano a Bergamo, è stato colpito dal tronco di un pioppo che, abbattuto dal vento, gli ha causato la morte. Il tronco dell’albero proveniva da una proprietà del Centro di ricerca per la cerealicoltura e le colture industriali (Crea), un ente pubblico vigilato dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf).
Il patteggiamento e la pena sospesa
Il direttore del Crea, Nicola Pecchioni, responsabile della zona in cui si trovava l’albero, ha patteggiato nove mesi di reclusione, con pena sospesa, per omicidio colposo. Questo accordo è stato raggiunto in seguito alla tragedia causata dalla negligenza nell’abbattimento dell’albero malato che avrebbe dovuto essere rimosso. Nonostante la sua responsabilità , il direttore del Crea ha evitato un processo lungo e ha accettato la pena minima disponibile per l’accusa di omicidio colposo.
Il pioppo-killer e le lungaggini burocratiche
La dinamica che ha portato alla morte di Carminati è legata a un procedimento burocratico lento. La professionista responsabile della sede di ricerca di Bergamo, Sabrina Locatelli, coinvolta nella gestione della questione, è stata rinviata a giudizio per il 24 settembre prossimo. La difesa sostiene che la donna ha fatto tutto il possibile, ma si è ritrovata ostacolata da ritardi e procedure burocratiche che hanno rallentato l’intervento necessario.
Secondo la ricostruzione, la responsabile si era accorta che gli alberi lungo la strada avevano dei problemi di stabilità . Da qui, la richiesta di intervento è stata inviata al direttore del Crea. Un’indagine sullo stato degli alberi è stata commissionata all’autunno del 2023 allo Studio Gpt di Bergamo, che ha confermato i problemi di stabilità degli alberi. Nonostante ciò, la richiesta di abbattimento dei pioppi è stata inviata al Comune di Bergamo solo a febbraio 2024. Tuttavia, l’autorizzazione è arrivata troppo tardi, e l’intervento di abbattimento non è stato completato prima del tragico incidente del 17 aprile.
La parte civile e il risarcimento ai familiari
Nel contesto legale, il Crea è stato citato come responsabile civile per la morte di Ferruccio Carminati. La vittima lascia una moglie e un figlio, che si sono costituiti parte civile nel processo. Sebbene il Crea sia assicurato con due compagnie, per ragioni procedurali queste non sono coinvolte direttamente nel processo. Di conseguenza, il Crea dovrà risarcire direttamente i familiari della vittima e successivamente recuperare i fondi dalle proprie assicurazioni.
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