Temporali violenti sulla Bergamasca, l’esperto: “Così il cambiamento climatico amplifica gli eventi estremi”

Manuel Mazzoleni di 3BMeteo spiega le cause dei nubifragi e delle raffiche di vento intense che hanno colpito la provincia negli ultimi giorni

Raffiche di vento, allagamenti, danni: la provincia di Bergamo ha vissuto nelle ultime settimane fenomeni meteorologici di particolare intensità. Una situazione che ha acceso i riflettori sulle conseguenze del cambiamento climatico, capace di alimentare eventi sempre più frequenti e violenti. A fare chiarezza è Manuel Mazzoleni, meteorologo di 3BMeteo, che ha analizzato le dinamiche alla base dei temporali che si sono abbattuti sulla Bergamasca.

Il ruolo del caldo prolungato e dei contrasti termici

“Temporali così forti si generano dopo lunghi periodi di caldo intenso, come quello appena trascorso in Val Padana”, spiega Mazzoleni a Bergsmonews. Il contrasto tra l’aria calda stagnante al suolo e l’aria più fredda in quota crea le condizioni ideali per lo sviluppo di celle temporalesche particolarmente violente. Temperature elevate, spesso superiori ai 35°C, caricano l’atmosfera di energia e aumentano il potenziale distruttivo dei fenomeni meteo.

Orografia e distribuzione dei fenomeni

L’esperto sottolinea come la conformazione del territorio influenzi notevolmente l’intensità e la localizzazione dei temporali. Montagne e alte pianure sono più esposte, poiché in queste zone l’incontro tra masse d’aria con caratteristiche diverse è più marcato. L’orografia gioca quindi un ruolo chiave nell’amplificare l’impatto degli eventi meteorologici.

Downburst: le raffiche lineari che colpiscono in pochi istanti

A causare i danni più gravi nei giorni scorsi sono state raffiche di vento violente, dette “downburst”, che si manifestano in modo improvviso e lineare. “L’aria fredda scende rapidamente dal cuore del temporale, impatta il suolo e si espande orizzontalmente, generando raffiche fortissime che piegano alberi e strutture sempre nella stessa direzione”, spiega Mazzoleni. Una dinamica diversa dalle trombe d’aria, che invece si manifestano con moti vorticosi dal basso verso l’alto, lasciando danni più disordinati e sparsi.

La connessione con il cambiamento climatico

Secondo Mazzoleni, c’è un legame diretto tra il riscaldamento globale e l’aumento di eventi meteo estremi: “Con un’atmosfera più calda e carica di vapore acqueo, i fenomeni diventano più intensi e più frequenti. In passato temporali di questa portata si verificavano ogni 10-15 anni. Ora il tempo di ritorno si è ridotto a cinque anni o meno”. A preoccupare è soprattutto la velocità con cui questa tendenza si sta consolidando, con giornate di caldo estremo e grandinate sempre più presenti anche a latitudini temperate come quella bergamasca.

Le previsioni per i prossimi giorni

Buone notizie, almeno per ora: “Fino al weekend il tempo sulla Bergamasca resterà stabile”, rassicura il meteorologo. Possibili fenomeni isolati potranno svilupparsi solo sulle zone alpine, ma non sono attesi nuovi eventi estremi. Tuttavia, la tendenza per l’inizio della prossima settimana potrebbe riservare un nuovo peggioramento, anche se è ancora presto per stabilirlo con certezza.

Redazione

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