La Blu Basket Bergamo mette Hogue a rimbalzo

Il trentatreenne pivot americano arriva da Cantù dopo aver contribuito a riportarla in serie A1

Un altro importante innesto nel roster della Blu Basket Bergamo che, nel suo primo slot per atleta extracomunitario, inserisce la classe, l’esperienza e la fisicità del centro statunitense Dustin Hogue, veterano del basket italiano ed europeo, fresco reduce dalla promozione in A1 con Cantù.

Hogue al centro: esperienza e rimbalzi

Giocatore che non ha bisogno di presentazioni, già testato ad alto livello in Italia in un triennio in A1 a Trento con cui ha giocato due finali per il titolo nazionale nel 2017 e 2018 (con cui ha viaggiato in tre stagioni a 10 punti di media ,diventando il miglior rimbalzista di sempre tra i trentini), oltre alle coppe europee, poi in A2 a Rieti (12,5 di media) e la scorsa stagione protagonista del ritorno in A1 di Cantù con 10,3 punti e 7,7 rimbalzi nella regular season.

Il presidente Mascio: “Pacchetto lunghi di livello”

“Con l’inserimento di Dustin Hogue, dopo gli innesti precedenti di Udom e Lombardi, stiamo formando un pacchetto lunghi di alto valore e di esperienza, con giocatori vincenti, che hanno già vinto diversi campionati in carriera: stiamo costruendo un gruppo con importanti valori, con un mix di esperienza, freschezza e atletismo”, commenta, soddisfatto, il presidente della Blu Basket Bergamo, Stefano Mascio.

La storia di Hogue

Classe 1992, 200 centimetri per un quintale, Dustin Vidal Morgan Hogue, prodotto del college di Iowa State, vanta lunghi trascorsi in diversi campionati europei, soprattutto nella prima lega in Grecia al Kifisia (nel 2015-16 è stato il miglior rimbalzista del massimo campionato ellenico) e a Patrasso, ma anche stagioni in Russia al Krasnodar, in Romania e in Ucraina, anche se le pagine più significative della sua carriera le sta scrivendo nel basket italiano.

Blu Basket a rimbalzo, parola al coach

Soddisfazione piena anche dal coach Andrea Zanchi. Hogue è un altro tassello fondamentale nella costruzione della nostra squadra. Lo conosco bene, avendolo visto giocare negli anni con Trento, Rieti e Cantù. Tutti i miei colleghi allenatori che lo hanno avuto mi hanno confermato che è un giocatore solido, concreto, che fa le cose utili per la squadra e tutti mi hanno parlato di un uomo spogliatoio, un leader e un grande lavoratore. Tutto questo, unito alle sue qualità tecniche, fa di lui il giocatore che volevamo, per il suo modo di giocare e per la sua intensità offensiva ma soprattutto difensiva, dove diventa un vero direttore d’orchestra. Siamo molto contenti di avere con noi un giocatore come lui, che ha giocato e vinto ad alti livelli, che ci aiuterà in campo, ma anche fuori con i tanto giovani che abbiamo in gruppo”.

 

 

 

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