Dalle Orobie al Kilimangiaro: nasce il patto internazionale per salvare le montagne

Il progetto “Save the Mountains” del Cai Bergamo arriva in Tanzania: sostenibilità, cultura e turismo responsabile al centro della nuova collaborazione

Un legame simbolico e operativo unisce ora le Orobie al Kilimangiaro. Il progetto “Save the Mountains”, nato nel 2019 grazie alla collaborazione tra le sezioni bergamasche del Cai e degli Alpini con il supporto scientifico dell’Università di Bergamo, è pronto a fare il salto internazionale. La storica iniziativa dedicata alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione del patrimonio culturale montano sarà infatti esportata in Tanzania, su invito ufficiale delle autorità del Parco nazionale del Kilimangiaro.

A fare da tramite è stata Judith Raymond Mushi, docente dell’Università Cattolica di Milano, originaria proprio del paese africano, che ha colto la portata educativa e ambientale del progetto italiano, contribuendo ad avviare una rete di contatti tra le realtà bergamasche e le istituzioni tanzaniane. Il risultato è una proposta concreta di collaborazione che punta alla tutela delle montagne, al turismo sostenibile e alla promozione delle comunità locali.

Durante l’incontro tra il rettore dell’Università di Bergamo Sergio Cavalieri, i docenti coinvolti e il past president del Cai Bergamo Paolo Valoti, è stata annunciata la ricezione di una lettera ufficiale da parte del Parco del Kilimangiaro, con l’invito a organizzare una missione esplorativa. Obiettivi: incontrare le comunità locali, salire sulla vetta del Kilimangiaro e soprattutto avviare relazioni istituzionali con il governo tanzaniano, in particolare con il Ministero degli Esteri.

Il progetto “Save the Mountains” ha preso forma nel 2019, in risposta alla crescente esigenza di una frequentazione più consapevole e sostenibile della montagna. Dopo la pandemia, il numero di visitatori nelle terre alte è cresciuto notevolmente, portando i temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale ancora più al centro del dibattito. Il lavoro del Cai, supportato dall’Università, ha contribuito anche all’istituzione della Giornata regionale delle montagne di Lombardia e a numerose attività di sensibilizzazione sul territorio.

L’interesse internazionale per il progetto non si limita all’Africa: in questi giorni alcuni docenti dell’ateneo orobico sono in missione in Giappone, a Osaka, per un confronto sul tema del rural tourism. Un’esperienza utile per condividere buone pratiche e per evitare il rischio di un turismo di massa poco rispettoso delle comunità locali.

La futura spedizione in Tanzania segue idealmente quella di ottobre scorso, che ha visto nove membri della sottosezione Cai di Ponte San Pietro raggiungere il Kilimangiaro, portando con sé lo striscione “Save the Mountains”. Quel viaggio ha segnato il primo seme del gemellaggio tra le Orobie e la più alta vetta africana, un legame che oggi prende una forma più strutturata e ambiziosa.

Il Cai è pronto a partire, la data sarà definita a breve. Chi volesse unirsi o approfondire le opportunità di scambio culturale e ambientale, può contattare direttamente Paolo Valoti, referente dell’iniziativa.

Redazione

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