Un tributo pesante: 15 vite spezzate tra gennaio e giugno
In soli sei mesi, 15 persone nella provincia di Bergamo sono morte a causa di infortuni sul lavoro o incidenti in itinere. Lo rivelano i dati aggiornati dell’Inail alla fine del giugno scorso.
Il bilancio è drammatico: cinque vittime hanno perso la vita durante l’attività lavorativa in azienda o in cantiere, mentre ben 10 incidenti mortali sono avvenuti nel tragitto quotidiano casa-lavoro o lavoro-casa. Questo dato conferma la forte incidenza degli incidenti stradali legati alla mobilità lavorativa, in linea con il recente aumento delle vittime della strada registrato in provincia.
L’aumento rispetto al 2024: un +66% che preoccupa
Nel primo semestre del 2024, le vittime erano state 9. Nel 2025, nello stesso periodo, si è registrato un incremento del 66%, passando a 15.
Un trend opposto a quello regionale: in Lombardia, infatti, le denunce di infortunio mortale sono calate da 86 (gennaio-giugno 2024) a 78 (gennaio-giugno 2025).
Bergamo si colloca così seconda in Lombardia per numero di denunce di infortunio mortale, superata solo dall’area metropolitana di Milano (21 casi, con quasi il triplo degli abitanti) e davanti a Brescia (12 casi).
Gli incidenti in itinere e il trasporto pubblico
Il dato dei 10 morti in itinere non è solo statistico, ma sociale. Secondo i sindacati, il fenomeno è sottovalutato e andrebbe affrontato anche attraverso un potenziamento del trasporto pubblico: meno spostamenti in auto privata significherebbero meno rischi sulla strada e, di conseguenza, meno vittime.
Gli incidenti in itinere, spesso esclusi dal dibattito pubblico, rappresentano in realtà una parte consistente delle morti bianche e meritano attenzione pari a quella degli infortuni diretti in contesto lavorativo.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.