Una frana ha colpito la strada del passo San Marco, collegamento strategico tra la Valtellina e la Val Brembana, obbligando l’Anas a chiuderla ufficialmente al traffico dalla serata di sabato 6 settembre. Lo smottamento si è verificato al chilometro 76, nel territorio comunale di Albaredo per San Marco, nel versante valtellinese della provinciale che unisce le province di Sondrio e Bergamo.
Nonostante il divieto, numerosi veicoli hanno continuato a percorrere il valico, approfittando di una corsia parzialmente libera da detriti. Secondo quanto emerso, il passaggio non è stato completamente ostruito, permettendo a ciclisti, motociclisti e automobilisti di attraversare comunque la zona, anche se formalmente chiusa al traffico.
Rifugi ancora raggiungibili dal versante bergamasco
Le conseguenze dello smottamento non hanno isolato completamente il passo. Dal lato bergamasco, restano accessibili sia il rifugio San Marco 2000 sia la Cantoniera di San Marco, due mete molto frequentate dagli escursionisti e viaggiatori in transito lungo le Orobie. È ancora possibile salire fino al valico partendo da Mezzoldo, in provincia di Bergamo.
L’Anas ha comunicato l’immediato avvio delle operazioni di sgombero, con l’intervento delle proprie squadre per la rimozione di massi e detriti caduti sulla carreggiata. “Sono in corso tutte le attività per ripristinare la circolazione in piena sicurezza – ha spiegato l’ente – e il traffico viene temporaneamente deviato”.
Situazione paradossale sulla strada chiusa
Il traffico registrato nella giornata successiva alla frana ha dimostrato che, pur in presenza di un’ordinanza ufficiale di chiusura, la strada non è completamente interdetta. La percorribilità di almeno una corsia ha indotto molti a sfidare i divieti, proseguendo lungo il passo nonostante le condizioni critiche e l’evidente rischio legato a nuovi cedimenti.
Il passo San Marco era stato riaperto alla circolazione il 17 maggio scorso, con l’inizio della stagione estiva, e solitamente resta aperto fino alla fine di ottobre, quando le prime nevicate e le condizioni invernali ne rendono impraticabile il transito.
La chiusura temporanea arriva in un momento cruciale per il turismo locale, che proprio nei mesi di settembre e ottobre beneficia dell’afflusso di appassionati di montagna, motociclisti e ciclisti che frequentano la zona per le ultime escursioni prima dell’inverno. Le autorità invitano alla prudenza e chiedono di rispettare le disposizioni di sicurezza, mentre si lavora per un rapido ritorno alla normalità.
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