Un anno fa Bergamo festeggiava il titolo di provincia più sportiva d’Italia, oggi deve accontentarsi della “medaglia di legno”. L’Indice di sportività 2025 del Sole 24 Ore ha infatti retrocesso la città dal 1° al 4° posto, superata da Trento, Firenze e Milano. Una doccia fredda, ma non un tracollo: la provincia orobica resta stabilmente tra le migliori d’Italia, confermando la sua vocazione sportiva.
La nuova top 3
Sul gradino più alto del podio torna Trento, grazie a un sistema sportivo consolidato che unisce atleti, impianti e associazioni. Firenze e Milano hanno invece conquistato il secondo e terzo posto, lasciando Bergamo appena fuori dal podio. Nella top ten entrano anche Trieste, Rimini e Cagliari, mentre in fondo alla classifica spicca la comparsa di Lodi tra le ultime dieci posizioni.
Come funziona la classifica
L’Indice di sportività, giunto alla 19ª edizione, misura la diffusione dello sport in Italia attraverso 32 indicatori suddivisi in quattro aree:
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Strutture sportive (impianti, società, enti di promozione, investimenti)
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Sport di squadra
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Discipline individuali
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Rapporto tra sport, economia e società (turismo, imprese, scuole, sport giovanile e femminile)
I dati sono rapportati alla popolazione tra i 6 e i 75 anni, offrendo una fotografia che va oltre le vittorie agonistiche e analizza la capacità dello sport di incidere sul tessuto sociale.
Il quadro bergamasco
Nel 2025 Bergamo si conferma:
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2ª negli sport individuali, subito dietro Trento
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7ª negli sport di squadra
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16ª sia per strutture sportive che per il rapporto sport-società
Un cuore agonistico forte, ma una carenza sul fronte impiantistico e organizzativo. È questo il tallone d’Achille che ha impedito alla provincia di difendere il primato.
Una presenza stabile tra le grandi
Nonostante il calo, il dato resta positivo: dal 2019 Bergamo non è mai uscita dalla top ten nazionale, dimostrando una continuità che poche province possono vantare. Il quarto posto di quest’anno è quindi un risultato di rilievo, che certifica la solidità del movimento sportivo orobico, alimentato dai successi dell’Atalanta, dai risultati delle discipline individuali e da un tessuto associativo radicato.
Uno stimolo a crescere
Il passo indietro rispetto al 2024 rappresenta uno sprone per investire di più nelle strutture e nella diffusione sociale dello sport, così da trasformare la passione bergamasca in un modello sempre più competitivo. L’obiettivo: tornare sul podio già nei prossimi anni.
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