Ciclisti in pericolo sulle strade della Bassa: 4 vittime in pochi mesi e due progetti per cambiare rotta

In pianura orientale crescono i rischi con il traffico pesante, ma restano fermi i progetti per 70 km di piste ciclopedonali

incidente bicicletta

Quattro vittime in meno di un anno, incidenti gravi e una rete di piste ciclabili che, sulla carta, esiste ma resta ancora un miraggio. Nella pianura orientale bergamasca si riaccende l’allarme sicurezza per i ciclisti, alla luce dell’ennesimo incidente: quello avvenuto a Isso martedì scorso, dove un 62enne è stato travolto da un camion all’incrocio tra le provinciali 11 e 591, perdendo una gamba.

Un caso che ha rilanciato l’attenzione su una dinamica sempre più frequente: mezzi pesanti in aumento sulle provinciali, complice la diffusione di poli logistici nell’area, e ciclisti sempre più esposti, in particolare su tratti stradali dove mancano protezioni e alternative sicure.

Quattro ciclisti morti in meno di nove mesi

Oltre all’episodio di Isso, nel 2024 si sono già contate altre tre vittime in incidenti stradali con biciclette coinvolte, tutte nella pianura bergamasca: Ghisalba, Martinengo e Cortenuova sono i comuni dove si sono verificati gli altri tragici episodi. A questi si aggiunge la morte di Michele Negri, investito a maggio durante la Granfondo di Berbenno.

Una strage silenziosa che mette in luce l’urgenza di un cambio di passo nella gestione della mobilità ciclistica in provincia. Ma i due progetti principali per proteggere chi si sposta in bici sono ancora bloccati, ostacolati da costi elevati e lentezze burocratiche.

“Green mobility”: 25 km tra Bergamasca e Bresciano, ma mancano i fondi

Il primo e più ambizioso piano è quello da quasi 18 milioni di euro, denominato “Green mobility”. L’obiettivo è costruire una rete di piste ciclopedonali lunga 25 chilometri, collegando Palosco, Mornico, Cividate, Martinengo, Cortenuova e Calcio con i comuni bresciani di Pontoglio e Palazzolo.

Lo studio di fattibilità è stato completato nel 2023, ma nessun finanziamento è stato finora ottenuto, né dai bandi regionali né dal PNRR, come spiega il sindaco di Palosco Mauro Mazza: «Ci rendiamo conto che è un progetto ambizioso e dal costo elevato, ma è una rete fondamentale per garantire sicurezza ai ciclisti e ridurre l’inquinamento da traffico stradale».

“Padana superiore”: un anello cicloturistico al 60%, da completare con 6,5 milioni

Il secondo progetto, portato avanti dall’associazione “Pianura da scoprire”, riguarda la realizzazione dell’itinerario cicloturistico “Padana superiore”. Si tratta di un anello da 44 chilometri, di cui il 60% già esistente, che collegherebbe i comuni di Antegnate, Barbata, Bariano, Calcio, Covo, Fara Olivana, Fontanella, Fornovo, Isso, Mozzanica e Romano.

Il completamento richiede però 6,5 milioni di euro, che dovranno essere reperiti da ogni singolo Comune attraverso specifici bandi. Un’operazione non semplice, anche perché in molti municipi ci sono stati cambi di amministrazione, come sottolinea a L’Eco di Bergamo  l’architetto Alessandro Suglia, responsabile del progetto: «Alcuni neoeletti non conoscono i dettagli dell’opera. Per questo vogliamo convocare una riunione di aggiornamento».

La voce del territorio: prudenza e soluzioni concrete

Il sindaco di Isso Giuseppe Donati, eletto da poco, ha commentato l’incidente definendolo un fatto isolato, pur non nascondendo il rammarico: «Chi si muove tra Isso e Camisano solitamente usa la ciclabile esistente, che attraversa il paese e sfrutta sottopassi sicuri. Il percorso è leggermente più lungo, ma decisamente più protetto».

Ma per gli attivisti, le soluzioni individuali non bastano più. Claudia Ratti, presidente dell’associazione Aribi Bergamo, richiama tutti alla massima prudenza: «Mai affiancare camion o autobus, è meglio fermarsi e lasciarli passare. Chi pedala può permettersi di perdere un minuto, ma guadagnare in sicurezza».

Ratti propone anche un intervento normativo: «All’estero i camion sono obbligati a montare telecamere a circuito chiuso per eliminare i punti ciechi. È ora che anche in Italia si prenda una misura simile per salvare vite umane».

Redazione

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