Il repentino abbassamento delle temperature registrato negli ultimi giorni ha portato alla ricomparsa della neve sulle Alpi, in particolare sulle Orobie bergamasche. La prima conferma visiva è arrivata dal rifugio Tagliaferri a Schilpario, situato a 2.325 metri, il più alto delle Orobie. Secondo quanto riferito dal gestore Francesco Tagliaferri, le precipitazioni nevose sono iniziate mercoledì sera e sono proseguite per un paio d’ore, lasciando il paesaggio imbiancato giovedì mattina, quando il termometro segnava -1°C.
La quota neve si è abbassata fin verso i 1.900-2.000 metri, un segnale chiaro dell’arrivo di una nuova fase stagionale. Nonostante qualche timido raggio di sole nella tarda mattinata, il tempo è peggiorato nuovamente nel pomeriggio, con precipitazioni miste a neve.
Le previsioni per il weekend confermano una situazione marcatamente autunnale, con neve sulle Alpi, temporali forti al Sud e un generale calo delle temperature. Il cambiamento rispetto alla stabilità delle settimane precedenti è evidente e sarà accompagnato da un contesto meteorologico dominato da correnti atlantiche in arrivo dal Mare del Nord e da una depressione africana in azione sulle basse latitudini. Questi due sistemi, agendo alle estremità della Penisola, porteranno instabilità diffusa.
L’ex uragano Gabrielle, pur giunto sul Portogallo, non influenzerà direttamente l’Italia. Saranno invece le suddette perturbazioni a generare un clima più dinamico e freddo, con nevicate anche sotto i 2.000 metri sulle Alpi e piogge abbondanti al Sud, soprattutto a partire da sabato.
Previsioni dettagliate giorno per giorno
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Venerdì 26 settembre: il maltempo colpirà in modo particolare il Nord Italia, con piogge e rovesci diffusi su Alpi, Prealpi, Lombardia e alto Piemonte. Possibili nevicate al di sotto dei 2.000 metri. Sul resto del Paese, il tempo sarà variabile con fenomeni più sporadici.
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Sabato 27 settembre: instabilità ancora marcata al Nord, con alternanza di schiarite e annuvolamenti. Attesi temporali su Liguria orientale, Lombardia, Triveneto ed Emilia-Romagna. Nelle zone alpine la neve continuerà a cadere sopra i 1.800-2.000 metri, specie durante le ore più fredde.
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Domenica 28 settembre: la situazione migliorerà parzialmente al Nord, con ampie schiarite su Piemonte, Lombardia occidentale ed Emilia occidentale, ma resterà variabile sulle altre regioni, con possibilità di rovesci localizzati. A peggiorare il quadro sarà l’arrivo di aria fredda da nord-est, che investirà in particolare le regioni adriatiche, portando nuovo calo termico e maggiore instabilità.
Le nevicate precoci su queste altitudini, seppur non eccezionali per la fine di settembre, rappresentano un segnale evidente del cambio di stagione e riportano l’attenzione su fenomeni meteorologici sempre più repentini. Gli operatori turistici e i gestori dei rifugi si preparano così a un avvio anticipato della stagione fredda, con possibili conseguenze anche sul fronte della viabilità in montagna.
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