Si è conclusa senza conseguenze la vicenda del 24enne disperso per ore in alta quota a Valbondione, nella bergamasca, dopo un’escursione in solitaria nella giornata di venerdì 26 settembre. Il giovane è stato ritrovato illeso nella mattinata di sabato, dopo aver passato la notte in tenda a circa 2.200 metri di altitudine, in una zona priva di copertura telefonica.
Le ricerche erano scattate alle 8 del mattino, quando parenti e amici, non riuscendo a mettersi in contatto con lui, avevano dato l’allarme. È così partito un imponente intervento di soccorso coordinato dal Soccorso Alpino, che ha coinvolto anche l’elisoccorso Areu di Bergamo, il Sagf della Guardia di Finanza e i Vigili del Fuoco. Le operazioni si sono concentrate nei dintorni del rifugio Merelli al Coca, un’area montuosa e isolata particolarmente frequentata dagli escursionisti esperti.
Per facilitare le ricerche, sono stati impiegati droni e telecamere termiche, utili a scandagliare anche le zone più impervie durante le prime ore del giorno. Tuttavia, nessuna traccia del giovane era emersa fino alla mattina successiva.
La situazione si è risolta intorno alle prime ore di sabato 27 settembre, quando il 24enne è riuscito a rientrare autonomamente, comunicando di aver trascorso la notte in tenda in quota, lontano dai sentieri principali e in una zona completamente isolata dal punto di vista delle comunicazioni. Al momento del ritrovamento, il ragazzo era in buone condizioni di salute e non ha avuto bisogno di cure mediche.
L’intervento si è chiuso con il rientro delle squadre di ricerca, senza necessità di ulteriori operazioni. La vicenda ha comunque riacceso l’attenzione sull’importanza di informare sempre qualcuno del proprio itinerario e di dotarsi di strumenti alternativi di localizzazione o comunicazione, soprattutto in escursioni solitarie e in aree senza copertura.
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