Caccia sui valichi montani, la Lombardia approva la modifica alla legge regionale

Con 43 voti favorevoli e 18 contrari, il Consiglio regionale modifica la normativa sulla caccia per adeguarla alla legge nazionale sulle zone montane. Il presidente della V Commissione Territorio Jonathan Lobati: “Regole chiare per i cacciatori e tutela della tradizione nel rispetto della fauna”

caccia

La decisione del Consiglio regionale

Con 43 voti favorevoli e 18 contrari, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la modifica alla legge regionale sulla caccia, introducendo cambiamenti sostanziali riguardo ai valichi montani e al loro regime di tutela. La nuova normativa recepisce la legge nazionale sulla promozione delle zone montane, che ha eliminato il divieto di caccia nei valichi interessati dalle rotte migratorie, ridefinendo così l’assetto normativo vigente.

Durante la seduta, il dibattito è stato acceso e articolato, con posizioni divergenti tra maggioranza e opposizione.

Cosa cambia per i valichi montani

La modifica alla legge regionale n. 26 del 1993 introduce una nuova definizione di “valichi montani attraversati da rotte di migrazione di maggior rilevanza”, che saranno individuati tramite Decreto del Ministero dell’Ambiente. Tali aree potranno essere sottoposte a tutela parziale o totale nel caso in cui rientrino nelle Zone di Protezione Speciale (ZPS), riconosciute all’interno della Rete Natura 2000.

Secondo il relatore Floriano Massardi (Lega), l’obiettivo del provvedimento è quello di chiarire il quadro normativo regionale, in linea con la recente riforma nazionale.

“La legge approvata oggi – ha spiegato Massardi – ha lo scopo di allineare la normativa regionale a quella nazionale, evitando così dubbi applicativi. Avremmo potuto non intervenire, perché la legge nazionale prevale comunque, ma con questo passaggio rendiamo più chiaro il quadro normativo come da tempo richiesto da operatori, enti e associazioni”.

Massardi ha inoltre ricordato che il tema sarà oggetto di valutazione durante l’udienza del 9 ottobre, già calendarizzata.

Il commento del presidente della V Commissione Jonathan Lobati

A commentare l’approvazione è stato anche Jonathan Lobati, consigliere regionale e presidente della V Commissione Territorio, Infrastrutture e Mobilità, che ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto.

“Grazie a questa modifica della legge regionale sulla caccia – ha dichiarato Lobati – rispondiamo ai tanti cacciatori che chiedevano regole chiare, cancellando possibili dubbi interpretativi, e andandoci ad allineare in modo coerente con la recente legge nazionale sulla promozione delle zone montane”.

Lobati ha sottolineato come la caccia, se praticata in modo consapevole e regolamentato, rappresenti un’attività radicata nella tradizione delle valli lombarde:

“Quella della caccia è un’importante attività della nostra tradizione, preziosa nelle nostre valli quando eseguita nel totale rispetto della fauna locale e dei processi migratori”.

Le firme e le posizioni dei gruppi consiliari

Il testo della riforma è stato sottoscritto da undici consiglieri di maggioranza, tra cui Claudia Carzeri, Carlo Bravo, Marcello Ventura, Pietro Macconi, Michele Schiavi, Giacomo Zamperini, Anna Dotti, Alberto Mazzoleni, Maira Cacucci e Silvana Snider, oltre allo stesso Floriano Massardi.

La norma ha però incontrato forti resistenze da parte delle opposizioni, che l’hanno definita una forzatura e un possibile motivo di contenzioso giuridico, in particolare in relazione alle direttive europee sulla tutela della fauna selvatica.

Durante la seduta è stato anche respinto un ordine del giorno presentato da Massimo Vizzardi (Gruppo Misto), che chiedeva un esplicito richiamo al rispetto delle direttive UE.

Le precisazioni dell’assessore Beduschi

Nel corso del dibattito, è intervenuto anche l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi, che ha chiarito la compatibilità della norma con le regole europee.

“Le direttive europee in materia – ha precisato Beduschi – sono già state recepite a livello nazionale con un decreto firmato all’epoca dal ministro Pecoraro Scanio”.

L’assessore ha ribadito che il provvedimento regionale non intende aggirare le norme europee, ma semplicemente armonizzare la legislazione lombarda con quella nazionale, rendendo più efficace l’attività di controllo e pianificazione sul territorio.

Un equilibrio tra tradizione e tutela ambientale

La modifica approvata dal Consiglio regionale rappresenta dunque un tentativo di conciliare la tradizione venatoria delle valli lombarde con la tutela ambientale. Se da un lato la norma punta a fornire certezze interpretative e operative ai cacciatori, dall’altro mantiene l’attenzione sulle Zone di Protezione Speciale e sui processi migratori della fauna, in conformità con i principi di sostenibilità e conservazione della biodiversità.

Redazione

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