Spese condominiali non pagate, problemi per un terzo dei condomini

Cresce la morosità nelle abitazioni, tra ritardi nei pagamenti e difficoltà economiche. Gli amministratori: «Serve più attenzione alla vita comune»

Oltre il 30% dei condomini affronta difficoltà nel pagamento delle spese condominiali, una tendenza in crescita che, secondo l’Anaci Bergamo, riflette il peso dell’inflazione e un progressivo disinteresse per la vita condivisa all’interno degli edifici. A lanciare l’allarme è Bruno Negrini, presidente dell’associazione degli amministratori condominiali e immobiliari, che sulle pagine de L’Eco di Bergamo fotografa una situazione sempre più complicata per chi gestisce immobili: «In un condominio medio, questa morosità mette seriamente a rischio la chiusura dei bilanci».

Secondo Negrini, il 15-20% delle locazioni presenta morosità sulle spese, ma se si aggiungono i pagamenti in ritardo, la stima sale al 30-35%. Il picco si è registrato tra il 2022 e il 2023, quando l’aumento dei costi energetici ha reso insostenibili molte situazioni, ma anche oggi — pur con un leggero rientro — le difficoltà restano evidenti.

Il problema non riguarda solo gli inquilini: come spiega Cristiano Angioletti, consigliere Anaci Bergamo, «quando l’affittuario non paga, la responsabilità ricade sul proprietario, che deve coprire le spese». Una dinamica che accentua il disagio in un contesto dove i redditi non seguono l’aumento del costo della vita, comprese le spese condominiali.

In parallelo, si osserva anche una trasformazione nei rapporti di vicinato. Gli amministratori parlano di crescente individualismo e disinteresse per la vita condominiale, elementi che possono generare degrado degli spazi comuni e aumento dei conflitti tra residenti. Una tendenza che mina la tenuta del tessuto sociale nei contesti abitativi più popolosi.

Anche i piccoli proprietari immobiliari sono in allerta. Secondo Federica Margiotta, vicepresidente di Appe Confedilizia Bergamo, «sono sempre più numerosi gli inquilini che riescono a pagare il canone ma non gli oneri condominiali». Una situazione che costringe i locatori a intervenire per evitare problemi con il condominio. Margiotta sottolinea come i costi legati all’abitare siano cresciuti sensibilmente dal 2016, con un’accelerazione durante la guerra in Ucraina e una dinamica salariale stagnante che non permette di sostenere il peso crescente delle spese fisse.

La normativa vigente consente al proprietario di richiedere lo sfratto per morosità se le spese condominiali non pagate superano due mensilità del canone d’affitto. Ma, come chiarisce l’avvocato Giorgio Boldizzoni, esperto in diritto immobiliare, nella pratica è frequente che queste situazioni si trascinino a lungo, oppure vengano avviate rateizzazioni o contenziosi sulla ripartizione delle spese. Negli immobili più grandi, con decine di appartamenti, i bilanci condominiali sono paragonabili a quelli di una piccola impresa, e ciò rende la gestione ancora più delicata.

Redazione

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