Un’indagine decennale mossa da un attentato incendiario
La vicenda giudiziaria recentemente culminata nella confisca definitiva di 895 mila euro alla Fratelli Santini s.r.l., disposta dal Tribunale di Bergamo, prende avvio il 6 dicembre 2015, quando un incendio doloso distrugge 14 mezzi pesanti della P.P.B. Servizi & Trasporti di Seriate. Si tratta di un attentato di stampo mafioso, che solleva interrogativi inquietanti sull’infiltrazione criminale nel settore ortofrutticolo bergamasco.
L’inchiesta – denominata “Operazione Papa” – viene condotta dal ROS e dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Bergamo, e si concentra sulla F.lli Santini s.r.l. di Azzano San Paolo, azienda formalmente operante nel trasporto e nella logistica, ma gestita di fatto da Carlo e Alessandro Santini, imprenditori con precedenti penali e legami con ambienti connesi alla ‘ndrangheta calabrese.
Le accuse e le condanne: estorsioni con metodo mafioso
Secondo le indagini, tra il 2013 e il 2017, i fratelli Santini si avvalgono di soggetti vicini alla criminalità organizzata per recuperare crediti aziendali. Le modalità sono violente: minacce, intimidazioni e richieste di beni di valore come garanzia – una vittima consegna due Rolex, collane e un anello per “non avere problemi”.
Nel aprile 2024, arriva la sentenza definitiva:
-
Carlo Santini è condannato a 8 anni e 9 mesi
-
Alessandro Santini a 8 anni
Le interdittive antimafia e i tentativi di elusione
Dopo gli arresti, la Prefettura di Bergamo emette due interdittive antimafia a giugno 2019 e una terza nel 2020 contro la F.lli Santini s.r.l. Pochi giorni dopo, la società trasferisce le quote ai figli, Cristian e Giuseppe Santini, nel tentativo di aggirare i divieti.
Il tentativo viene giudicato dalla Prefettura come “un palese espediente formale”, senza discontinuità nella gestione. I dipendenti confermano che Carlo e Alessandro continuano a impartire ordini, nonostante la scarcerazione. Il TAR Lombardia conferma nel novembre 2020 la validità delle interdittive, ribadendo la persistenza del controllo da parte dei fratelli.
Fondi Covid illegali: dichiarazioni false e finanziamenti pubblici
Nel frattempo, Cristian Santini, diventato legale rappresentante dell’azienda, presenta autodichiarazioni false per ottenere fondi pubblici garantiti dallo Stato, omettendo l’esistenza delle interdittive antimafia.
Due le richieste illecitamente accolte:
-
250.000 euro il 5 marzo 2020
-
900.000 euro l’8 luglio 2020
Altre tre domande, per un totale di oltre 5 milioni di euro, vengono invece respinte dalle banche. La condotta configura il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
La messa alla prova di Cristian Santini e la conclusione del procedimento
Il procedimento penale nei confronti di Cristian Santini si conclude con la messa alla prova, accolta e portata a termine con esito positivo:
-
Lavori di pubblica utilità
-
Rispetto delle prescrizioni
-
Restituzione di 132.000 euro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Il reato viene estinto con decreto del 25 marzo 2025.
Confisca da 895.000 euro: la sentenza definitiva
La F.lli Santini s.r.l., nel frattempo dichiarata fallita nel 2022, viene ritenuta responsabile ai sensi del Decreto Legislativo 231/2001, che punisce le imprese per reati commessi da propri amministratori o dipendenti nell’interesse dell’azienda.
Il Tribunale di Bergamo emette una sentenza definitiva con:
-
Confisca di 895.000 euro, già eseguita dalla Guardia di Finanza
-
Coordinamento del PM Silvia Marchina
-
Sanzione pecuniaria da 60.000 euro
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.