Una truffa ben congegnata, la fiducia carpita con astuzia, e una condanna esemplare per furto pluriaggravato. È quanto deciso dal tribunale di Bergamo nei confronti di un uomo di 36 anni, originario di Napoli, arrestato lo scorso 29 settembre dopo aver messo a segno un raggiro ai danni di una donna di 80 anni residente in via Da Rosciate, nel capoluogo orobico.
La sentenza, emessa il 29 ottobre dalla giudice Donatella Nava, prevede 4 anni e 4 mesi di carcere e 2.400 euro di multa, con pena ridotta grazie al rito abbreviato. Tuttavia, la condanna si è rivelata più severa di quella chiesta dalla pubblica accusa.
Il modus operandi: carabiniere finto, perito ancora di più
Tutto è iniziato con una telefonata ingannevole: dall’altra parte della cornetta, un uomo si fingeva carabiniere, raccontando all’anziana di un presunto coinvolgimento del marito in una rapina e dell’imminente visita di un perito per controllare i gioielli custoditi in casa. Poco dopo, il truffatore si è presentato alla porta con il nome falso di “perito Filipponi” e, approfittando della fragilità della coppia – l’uomo era malato e bisognoso di cure – ha sottratto gioielli e 560 euro in contanti, dileguandosi in fretta.
La fuga è durata poco. Gli agenti della Polizia, insospettiti dai movimenti del 36enne diretto alla stazione per prendere un treno verso Milano, lo hanno fermato con la refurtiva addosso, recuperando così parte del bottino. Il giorno seguente è scattata la convalida dell’arresto, seguita dalla custodia cautelare in carcere. Oggi il condannato si trova ai domiciliari.
Durante il processo, l’imputato non era presente in aula, ma tra il pubblico c’era un’altra anziana vittima, truffata con lo stesso identico schema solo due settimane prima del caso giudicato.
Un fenomeno in crescita che sfrutta la fiducia
Le truffe agli anziani rappresentano oggi una delle forme di criminalità più subdole e in espansione. Fingendosi membri delle forze dell’ordine o funzionari pubblici, i truffatori riescono a superare le difese delle vittime, insinuandosi in contesti familiari e approfittando della buona fede.
Le autorità ribadiscono l’invito a non aprire la porta a sconosciuti e a verificare sempre l’identità di chi si presenta come appartenente alle forze dell’ordine o a enti pubblici, contattando direttamente le forze dell’ordine attraverso numeri ufficiali.
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