Mentre gran parte delle valli bergamasche affronta un lento spopolamento e il calo delle attività economiche, la Valle Imagna si distingue come un raro caso di crescita e vitalità. Tra il 2015 e il 2025, infatti, questa zona ha invertito la rotta, guadagnando residenti, nuove imprese e attività commerciali, in netta controtendenza rispetto ai territori vicini.
Nel dettaglio, mentre la Valle Brembana, la Seriana, la di Scalve e la San Martino registrano forti perdite demografiche (fino al -6,5%), la Valle Imagna ha segnato un +0,6%, passando da 33.680 a 33.890 abitanti. Una crescita modesta ma significativa, che testimonia un’inversione di tendenza in una regione montana dove l’abbandono del territorio è ormai una costante.
Anche il commercio di vicinato mostra segnali incoraggianti: tra il 2013 e il 2023 i negozi in valle sono aumentati dell’8,7%, salendo da 195 a 212 esercizi. In confronto, nello stesso periodo, altre valli hanno perso fino al 36% delle botteghe. Un dato che conferma la tenuta economica del territorio, supportata anche dalla crescita del numero di imprese: tra il 2010 e il 2020 le attività registrate sono passate da 1.910 a 1.989, con un incremento del 4,1%, mentre altrove il numero di aziende è in calo.
Qual è il segreto della Valle Imagna? Secondo Giovanni Locatelli, sindaco di Rota Imagna, non esiste una formula precisa, ma alcuni elementi possono spiegare questo andamento positivo. La vicinanza con il capoluogo Bergamo e una viabilità ancora efficiente rappresentano fattori determinanti. Inoltre, il turismo ha un ruolo chiave, con strutture come l’hotel Miramonti e la sua spa che generano occupazione e attrazione turistica.
Un altro esempio è Brumano, un tempo il paese meno popoloso della provincia, che ha visto un incremento dei residenti da circa 80 a 130. Anche Rota Imagna ha registrato una costante crescita demografica: da 800 abitanti nel 1991 agli attuali 921.
Il modello della Valle Imagna sembra basarsi su un equilibrio tra qualità della vita, servizi essenziali, turismo sostenibile e radicamento territoriale. Un contesto dove piccoli comuni, amministrazioni locali e imprese hanno saputo lavorare insieme per conservare la vitalità della valle, senza perdere il legame con le tradizioni locali.
In un momento storico in cui le aree montane faticano a trattenere giovani e famiglie, il caso della Valle Imagna offre uno spunto prezioso per ripensare lo sviluppo dell’entroterra bergamasco. Seppur con numeri contenuti, la valle dimostra che con visione, infrastrutture e opportunità è possibile invertire la rotta dello spopolamento.
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