Il presidio mensile a Bergamo contro la violenza di genere: “Educazione fondamentale”

Rete Bergamasca contro la violenza di genere: due anni di presidio per una cultura del rispetto. Dal novembre di due anni fa, appuntamento fisso ogni 8 di tutti i mesi

Dal dicembre 2023, ogni 8 del mese, la Rete Bergamasca contro la violenza di genere organizza un presidio pubblico alle 18 in largo Rezzara, la prosecuzione naturale di piazza Pontida verso le vie Sant’Alessandro e XX Settembre, con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sulla violenza di genere e promuovere una cultura del rispetto. Il presidio, che compie due anni di attività, è diventato un appuntamento fisso per tutte le persone impegnate nella lotta contro la violenza e la discriminazione.

L’appello delle rappresentanti della Rete: il ruolo dell’educazione

Durante l’incontro di lunedì 8 dicembre, le rappresentanti della Rete Bergamasca hanno ribadito l’importanza cruciale dell’educazione per un cambiamento sociale profondo e duraturo. Secondo la Rete, solo un cambiamento culturale potrà abbattere la cultura della violenza e della discriminazione che ancora persiste nella nostra società. «Il ruolo dell’educazione è fondamentale», hanno dichiarato, «per un vero cambiamento sociale e culturale che vada contro la violenza e contro ogni forma di discriminazione».

Le critiche alla politica: il blocco della legge sul consenso

Nonostante i messaggi di allarme che continuano a emergere dalla cronaca, la Rete ha espresso forti critiche verso le istituzioni, accusandole di non fare abbastanza per promuovere una cultura del rispetto e della non violenza. Un esempio di questa «marcia indietro» è il blocco in Senato del disegno di legge che intende introdurre nel Codice Penale il principio del consenso. Questo disegno di legge, già approvato all’unanimità dalla Camera dei deputati, rappresentava un passo importante verso la definizione di una cultura del rispetto, ma ha incontrato resistenza a livello politico.

L’educazione sessuale e affettiva: un tema controverso

Un altro tema su cui la Rete ha sollevato preoccupazioni è il divieto di educazione sessuale e affettiva nelle scuole dell’infanzia e primarie, nonché il fatto che, nelle scuole medie e superiori, le famiglie possano decidere se dare il consenso all’insegnamento di queste tematiche. La Rete ha sottolineato che una corretta educazione sessuale e affettiva è essenziale per prevenire la violenza di genere, e che l’educazione deve essere universale e accessibile a tutti, senza barriere ideologiche.

L’intervento di Cristina Mostosi: “Essere parte attiva del bene”

A seguire, il microfono è stato aperto agli interventi dei presenti. Cristina Mostosi, dell’associazione Le Iris di Trebecco, ha preso la parola per sottolineare che il cambiamento non può limitarsi ad astenersi dal compiere atti di violenza, ma deve implicare un impegno attivo. «Per cambiare – ha affermato Mostosi – non è sufficiente astenersi dal compiere il male, ma è necessario essere parte attiva del bene». Una riflessione che richiama le parole di Diego Laratta, consigliere comunale di Bolzano, durante la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne lo scorso 25 novembre.

Redazione

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