Due ospedali bergamaschi si confermano punti di riferimento per l’eccellenza sanitaria in Italia. Il Papa Giovanni XXIII di Bergamo e il Bolognini di Seriate sono stati riconosciuti tra le 15 migliori strutture ospedaliere italiane nel Piano Nazionale Esiti 2024 (PNE), pubblicato dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas). Entrambi gli ospedali hanno raggiunto livelli alti o molto alti in tutte le otto aree cliniche valutate, che includono settori come chirurgia, cardiologia, oncologia, maternità e nefrologia.
La selezione è frutto di un’analisi dettagliata condotta su 1.117 strutture sanitarie italiane, pubbliche e private, basata su dati di dimissione ospedaliera incrociati con informazioni anagrafiche e di pronto soccorso. Il PNE rappresenta da oltre dieci anni uno degli strumenti chiave per monitorare la qualità, l’efficacia e la sicurezza delle cure offerte dal Servizio Sanitario Nazionale.
Oltre a Bergamo e Seriate, altre tre strutture lombarde figurano nella classifica delle eccellenze: si tratta dell’Ospedale Maggiore di Lodi, della Fondazione Poliambulanza di Brescia e dell’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. La Lombardia, con queste cinque realtà, copre un terzo delle eccellenze italiane e si conferma la regione con le migliori performance cliniche complessive.
Il piano utilizza un sistema di indicatori clinici e organizzativi per valutare diversi parametri, come:
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gli esiti dei trattamenti
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la complessità e i volumi delle attività
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l’appropriatezza degli interventi sanitari
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la tempestività delle cure
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la capacità delle strutture di adottare tecnologie innovative
A supporto della valutazione, viene impiegato anche il cosiddetto “treemap”, uno strumento grafico che consente di sintetizzare il livello di qualità erogato dalle strutture analizzate, offrendo una panoramica immediata delle aree di eccellenza o di criticità.
Il rapporto sottolinea un miglioramento generale della qualità assistenziale in Italia, pur evidenziando ancora un marcato divario tra Nord e Sud. Le differenze emergono soprattutto nei settori della chirurgia oncologica ad alta complessità, nella prontezza degli interventi in urgenza e nella gestione delle cure materno-infantili.
Tra gli ospedali con le migliori valutazioni figurano anche:
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Ospedale di Montebelluna, Ospedale di Cittadella e Ospedale di Mestre (Veneto)
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Ospedale Bentivoglio e Ospedale di Fidenza (Emilia Romagna)
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Ospedale di Città di Castello (Umbria)
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Ospedale di Pontedera (Toscana)
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Umberto I – G.M. Lancisi (Marche)
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A.O.U. Federico II di Napoli (Campania)
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Ospedale di Savigliano (Piemonte)
Resta tuttavia elevato il numero di strutture da monitorare, soprattutto nel Sud Italia, con 51 ospedali in Campania, 43 in Sicilia, 19 in Puglia e 12 in Calabria. Anche la Lombardia presenta 14 strutture segnalate, nonostante i numerosi centri di eccellenza.
I rappresentanti istituzionali lombardi hanno accolto con soddisfazione i risultati. Il presidente della Regione Attilio Fontana ha dichiarato che questo riconoscimento dimostra come la sanità lombarda unisca innovazione tecnologica, organizzazione efficiente e professionalità clinica, garantendo cure di alto livello su tutto il territorio. L’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha sottolineato che il PNE non si limita a valutare esiti clinici, ma evidenzia anche la capacità di evoluzione del sistema sanitario e la sua resilienza di fronte alle sfide. Secondo il consigliere regionale Roberto Anelli, i due ospedali bergamaschi sono da tempo punte di diamante della sanità locale, e il risultato ottenuto conferma il valore del personale medico e sanitario.
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