Un gesto di inciviltà che colpisce un luogo simbolico e di raccoglimento. La storica chiesetta dei morti, immersa nelle campagne tra Calvenzano e Casirate, è stata nuovamente presa di mira da vandali. A scoprirlo sono stati, nei giorni scorsi, i volontari dell’Avis di Calvenzano, che da tempo si occupano della manutenzione e della pulizia del piccolo edificio di culto. Lo scenario che si sono trovati davanti è stato desolante e preoccupante.
Un atto vandalico che supera ogni limite
Panchine divelte, corrimano distrutto, resti di un falò nel porticato, rifiuti ovunque: questo il bilancio di un atto vandalico che, secondo le ipotesi, potrebbe essere avvenuto durante la notte. Il porticato della chiesa, luogo di sosta per fedeli e pellegrini, è stato utilizzato per un bivacco notturno, con ogni genere di sporcizia abbandonata a terra: bottiglie, cartacce, lattine e avanzi di cibo.
Due delle quattro panchine in legno sono state seriamente danneggiate, con assi spezzate che ne rendono impossibile l’utilizzo. Il corrimano metallico che delimita il camminamento in ciottolato attorno all’edificio è stato divelto in più punti, con i pezzi lasciati sul prato adiacente. Segni visibili anche sulla facciata e sul colonnato, già colpiti in passato da altri episodi simili.
Un luogo isolato, facile bersaglio dei vandali
Situata lungo una strada poderale a fondo chiuso, in fondo a via Bellini, la chiesetta sorge in una zona isolata e lontana da centri abitati, quindi difficilmente sorvegliabile. La sua posizione la rende spesso meta di giovani e gruppi che, soprattutto d’estate, vi si ritrovano per bivaccare, ma stavolta l’episodio ha oltrepassato il limite, provocando danni strutturali oltre al degrado ambientale.
Nonostante la presenza di un bidone per la raccolta dei rifiuti, tutti i materiali di scarto sono stati abbandonati a terra, segno evidente di incuria e totale mancanza di rispetto per un edificio che, oltre al valore religioso, rappresenta anche un patrimonio storico e identitario per la comunità.
Il Comune: “Non possiamo intervenire direttamente”
A esprimere disappunto e preoccupazione è anche il sindaco di Calvenzano, Fabio Ferla, che ha ricordato i limiti d’azione del Comune, legati al fatto che la chiesetta è di proprietà della parrocchia e situata su terreno privato: «Non possiamo installare telecamere o predisporre interventi diretti come avviene invece per l’Oratorio dell’Assunta, che si trova lungo una strada provinciale».
L’unica soluzione ipotizzata, al momento, è quella di realizzare un muretto di cinta con cancellata per impedire l’accesso al porticato, intervento che però spetterebbe alla parrocchia proprietaria dell’edificio. Una scelta drastica ma forse necessaria per tutelare il bene e chi se ne prende cura volontariamente, come i membri dell’Avis.
Sdegno tra i cittadini e i volontari
L’accaduto ha suscitato sdegno tra i residenti e tra i volontari, che si sono ritrovati a dover ripulire l’area ancora una volta. “Non è la prima volta che succede, ma stavolta è stato davvero troppo”, il commento ricorrente di chi conosce e frequenta quel luogo, simbolo di raccoglimento e memoria. L’appello è rivolto alla cittadinanza, perché episodi simili non restino impuniti e si possa ritrovare il senso del rispetto per gli spazi comuni e i luoghi sacri.
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