Ha acceso candele davanti all’altare, le ha scagliate a terra e poi ha aggredito i carabinieri intervenuti per identificarlo. È quanto accaduto ad Alzano Lombardo, nella chiesa di San Lorenzo Martire, dove un 41enne di origine romena, senza fissa dimora e in evidente stato di ebbrezza, è stato protagonista di un grave episodio di disturbo e violenza.
La vicenda ha avuto inizio quando l’uomo si è addormentato su una panca all’interno del luogo di culto, poco prima dell’inizio della messa. Invitato ad allontanarsi dal parroco, si è diretto verso una composizione natalizia posizionata davanti all’altare, ha acceso alcuni ceri con un accendino, per poi rovesciarli violentemente a terra, rischiando di innescare un incendio.
Allarmato, il sacerdote ha contattato il 112, fornendo una descrizione del soggetto che si stava rapidamente allontanando. Una pattuglia dei carabinieri ha rintracciato l’uomo in via Roma, poco distante dalla chiesa. In mano teneva una bottiglia di limoncello: alla richiesta dei militari di deporla, ha reagito con calci, pugni e spinte, rifiutando ogni tipo di collaborazione.
Durante la colluttazione, ha colpito un carabiniere con un pugno al braccio, subito dopo aver bevuto tutto il contenuto della bottiglia. Per bloccarlo è stato necessario l’intervento di una seconda pattuglia, ma anche durante l’arresto ha continuato ad opporre resistenza, rendendo difficile il suo inserimento nell’auto di servizio. Una volta condotto in caserma, ha mantenuto un comportamento violento e ostile, rendendo problematiche anche le fasi successive della procedura.
Gli accertamenti hanno rivelato che il 41enne aveva precedenti recenti per reati simili, tra cui un danneggiamento avvenuto a Milano il 15 novembre, e tre episodi di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale tra il 22 e il 29 novembre nel territorio bergamasco.
Durante l’udienza di convalida dell’arresto, tenutasi venerdì 18 dicembre, l’uomo ha dichiarato di essere un ingegnere, di aver perso il lavoro in Romania e di aver cercato inutilmente occupazione in Spagna e poi in Italia. Senza risorse e costretto a vivere per strada, ha spiegato di aver abusato di alcol e di non ricordare nulla dell’accaduto.
Il giudice ha convalidato l’arresto, ma ha respinto la richiesta del pubblico ministero di misura cautelare in carcere. È stato disposto il divieto di dimora a Bergamo e in tutta la provincia, in attesa del processo fissato per il 16 gennaio.
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