L’area verde del Parco del Serio, tra i comuni di Zanica e Grassobbio, sta diventando teatro di un fenomeno sempre più allarmante: lo spaccio di droga alla luce del sole. Episodi quotidiani, segnalazioni sempre più frequenti e cittadini preoccupati: il viavai di pusher è diventato una costante, come raccontano i frequentatori del parco, che ora chiedono un intervento immediato da parte delle autorità.
Sabato 27 dicembre, in pieno giorno, è andata in scena l’ennesima scena surreale: un’auto si è avvicinata a un giovane, è stato scambiato un biglietto da 20 euro per una dose di droga, probabilmente hashish. Il tutto nei pressi della cava di Capannelle, a ridosso dell’ingresso del parco, e in una zona solitamente frequentata da famiglie, ciclisti e amanti delle passeggiate.
«Siamo avvicinati anche mentre portiamo a spasso il cane», raccontano alcuni cittadini a L’Eco di Bergamo, «la loro sfacciataggine è aumentata. Sono molto giovani, operano con disinvoltura, e rendono il parco un luogo sempre meno sicuro». Alcuni hanno anche provato a segnalare la situazione alle forze dell’ordine, ma – denunciano – i risultati sono stati deludenti. A peggiorare la percezione, il fatto che le sanzioni colpiscano spesso solo i frequentatori “regolari”, per motivi secondari come animali senza guinzaglio o rifiuti lasciati a terra, mentre l’attività degli spacciatori resta indisturbata.
Il tratto interessato è quello settentrionale del Parco del Serio, che si estende fino a Montodine, nel Cremasco. In particolare, l’area tra le Capannelle di Zanica e le campagne di Grassobbio sembra essere quella più esposta. Nei ruderi della zona – denunciano alcuni residenti – i pusher trovano riparo, e gli scambi avvengono regolarmente anche in orari diurni, con motorini e auto che arrivano a ritmo costante.
«Ci sentiamo impotenti – spiegano –. Il movimento di spaccio è visibile a tutti, e ci domandiamo perché non si intervenga. Dopo il blitz mediatico di Striscia la Notizia con l’inviato Vittorio Brumotti, lo scorso marzo, la situazione sembrava migliorata, ma ora è tornata a peggiorare sensibilmente.
L’ipotesi di coinvolgere i volontari in bicicletta per presidiare la zona era già stata discussa: le bici elettriche erano state acquistate, ma mai impiegate per questo scopo. Intanto, però, cresce il timore che il parco possa diventare una “Rogoredo della Bergamasca”, con un mercato del consumo regolare e indisturbato, che rischia di coinvolgere anche i più giovani.
Il fuggi fuggi di domenica 28 dicembre, dopo l’annuncio della possibile chiamata ai carabinieri da parte di alcuni cittadini a cavallo, conferma la natura illecita di queste presenze: i pusher si sono dileguati in pochi minuti, segno di un’organizzazione pronta a nascondersi rapidamente. Ma, sottolineano gli abitanti, “non basta la minaccia di un controllo sporadico, serve una presenza costante”.
Le richieste dei cittadini sono chiare: un piano di monitoraggio permanente, più controlli congiunti tra forze dell’ordine, polizia locale e guardie del parco, e soprattutto una maggiore attenzione istituzionale per difendere un’area che rappresenta un polmone verde prezioso, oggi minacciato dall’illegalità quotidiana.
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