Illegalità e insicurezza, a Bergamo Zone Rosse prorogate al 15 marzo

Il provvedimento del prefetto Luca Rotondi, che prevede il divieto di stazionamento per soggetti aggressivi, è stato esteso fino al 15 marzo per garantire una maggiore sicurezza pubblica

Il Prefetto proroga il provvedimento di sorveglianza potenziata

A Bergamo, la sicurezza pubblica resta al centro delle preoccupazioni delle autorità locali e statali. Il prefetto Luca Rotondi ha deciso di prorogare fino al 15 marzo l’attivazione delle «zone rosse», aree della città soggette a una vigilanza potenziata. Il provvedimento, che aveva già visto una proroga lo scorso novembre, si inserisce in un contesto di persistenti difficoltà legate a fenomeni di illegalità e aggregazioni giovanili con comportamenti aggressivi. Nonostante gli sforzi delle forze dell’ordine e gli «apprezzabili» effetti delle misure di controllo, la situazione in alcune zone resta critica, soprattutto per le dinamiche di marginalità che non accennano a diminuire.

Le aree interessate dal provvedimento

L’ordinanza del prefetto riguarda zone sensibili della città, dove si è registrata la presenza di soggetti che assumono comportamenti minacciosi o molesti. Le aree in questione rimangono quasi invariate rispetto al passato, comprendendo via Bonomelli, via Paglia (nel tratto tra via Paleocapa e via Novelli), piazzetta don Andrea Spada, via Mozart, via Leoncavallo e via Zanica. L’unica novità è l’inclusione di viale Papa Giovanni XXIII, che dal civico 57 fino all’incrocio con via Paleocapa, entra ufficialmente tra le «zone rosse» monitorate dalle forze dell’ordine.

Il divieto di stazionamento nelle zone rosse

Nelle aree designate come «zone rosse», il divieto di stazionamento è severamente applicato. Le forze dell’ordine hanno l’autorità di allontanare chiunque risulti aggressivo, minaccioso o insistentemente molesto, in quanto questi comportamenti costituiscono un pericolo concreto per la sicurezza pubblica. L’ordinanza si applica anche nei confronti di chi ha precedenti penali per reati come lo spaccio, il furto, la rapina o il porto abusivo di armi. La misura è mirata a garantire la piena fruibilità di queste aree senza interferenze di comportamenti che possano compromettere la sicurezza dei cittadini.

Perché è necessaria questa proroga

Il prefetto Rotondi ha prorogato il provvedimento fino al 15 marzo 2026 per rispondere a una situazione che non sembra migliorare da sola. Durante le riunioni del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del 21 gennaio e del 12 febbraio, sono emerse preoccupazioni per la recrudescenza delle criticità legate all’ordine pubblico. Nonostante i controlli siano stati intensificati, restano fenomeni di illegalità e marginalità che mettono a rischio la tranquillità dei residenti e dei visitatori. La proroga di un mese si rende quindi necessaria per far fronte a questi rischi, in attesa della pubblicazione di un nuovo Decreto sicurezza.

Una misura che dura da un anno

La strategia delle «zone rosse» è in atto a Bergamo da un anno e si è rivelata utile per contenere alcuni fenomeni di disturbo e illegalità. Il primo provvedimento era stato attivato nel febbraio del 2025 e, dopo vari rinnovi, si continua a monitorare le aree critiche. La proroga di questo mese rappresenta una misura temporanea, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza in vista di nuove regolamentazioni a livello nazionale, che dovrebbero arrivare con il prossimo Decreto sicurezza.

Redazione

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6 mesi fa

Giusto ma è anche ora di allontanare dal territorio questi pericolosi personaggi definitivamente.

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