Incendio in via Moroni, due condanne e un processo

Rogo del 21 agosto 2023 a Bergamo: proprietaria e titolare della ditta condannati per incendio colposo, il progettista va a dibattimento

vigili del fuoco

 Si chiude con due condanne in rito abbreviato e un rinvio a giudizio uno dei capitoli giudiziari legati all’incendio che il 21 agosto 2023 devastò una mansarda di via Moroni 20, a Bergamo, causando danni ingenti anche agli edifici vicini.

Il giudice per l’udienza preliminare ha condannato il titolare della ditta impegnata nei lavori di ristrutturazione a un anno e quattro mesi di reclusione (pena sospesa) e la proprietaria della mansarda a otto mesi, anch’essa con sospensione della pena. Entrambi avevano scelto il rito abbreviato. Il progettista, che non ha optato per riti alternativi, è stato invece rinviato a giudizio e affronterà il processo ordinario.

L’ipotesi di reato contestata dalla Procura è quella di incendio colposo. Sono undici le parti civili ammesse nel procedimento, tra privati e amministratori delle parti comuni danneggiate dal rogo. Il risarcimento dei danni sarà quantificato in sede civile.

Le fiamme si svilupparono nella mansarda mentre erano in corso lavori di ristrutturazione. L’intervento dei vigili del fuoco si protrasse per diverse ore prima che l’incendio fosse completamente domato. A causa dei danni, tre palazzine furono dichiarate inagibili e numerosi residenti dovettero lasciare temporaneamente le proprie abitazioni.

Le contestazioni mosse dagli inquirenti si basano anche sulla relazione del Niat, il Nucleo investigativo antincendio dei vigili del fuoco. Nel documento si segnalava un picco nei consumi di energia elettrica proprio nei momenti in cui divampò l’incendio. Secondo l’ipotesi investigativa, durante i lavori sarebbe stato utilizzato un attrezzo elettrico – in particolare un flessibile – le cui scintille, generate dall’attrito con un chiodo che fissava pannelli in legno al tetto, avrebbero innescato il rogo.

Il titolare della ditta, che al momento dell’incendio non si trovava sul posto, aveva chiesto e ottenuto l’inserimento nel capo di imputazione anche della ditta individuale, coperta da assicurazione, al fine di garantire eventuali ristori alle parti civili in caso di condanna.

Per chiarire le cause dell’incendio, il gip aveva nominato perito l’ingegner Paolo Panzeri. Le difese e le parti civili avevano a loro volta incaricato consulenti tecnici. Tuttavia, anche gli approfondimenti svolti in incidente probatorio non hanno fornito certezze assolute sulla dinamica dell’innesco.

La vicenda giudiziaria proseguirà ora in dibattimento per il progettista, mentre per gli altri due imputati la sentenza in abbreviato segna un primo esito del procedimento legato a un incendio che ha lasciato conseguenze pesanti sul piano materiale e sociale.

Redazione

Seguici su

Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

gioco d'azzardo online
La riduzione degli apparecchi nei locali non coincide con un calo del fenomeno: il consumo...
Dopo tredici anni alla guida della comunità, il prevosto saluta i fedeli di Leffe con...
La segnalazione di Marco Recalcati sulla pagina Vediamoci InCentro evidenzia una criticità nella zona del...
macchina della polizia di notte
Attimi di tensione in via Paleocapa a Bergamo: l’uomo, già ospitato nella struttura anni prima,...
Dalla progettazione tecnica alla grande giornata inaugurale, il nuovo istituto “Rinaldini” rappresenta un investimento per...
Incidente nella notte di venerdì 11 settembre tra una Renault Twingo e una Bmw. La...

Altre notizie