L’Italia scrive una pagina memorabile nello Skicross maschile a Milano-Cortina 2026. Sulla pista di Livigno arriva una storica doppietta: oro per Simone Deromedis e argento per il bergamasco Federico Tomasoni, protagonista di una finale emozionante decisa sul filo dei centesimi.
A due settimane dall’accensione del braciere olimpico, è il momento di Federico Tomasoni, classe 1997, originario di Bratto, cresciuto nello Sci Club Zanetti-Goggi e oggi in forza al Centro Sportivo Esercito. Dopo un percorso solido nelle batterie e in semifinale, l’azzurro ha conquistato il secondo posto al termine di una finale ad altissima intensità, precedendo allo sprint lo svizzero Alex Fiva, quarto il giapponese Satoshi Furuno.
La gara è stata caratterizzata da contatti, sorpassi e traiettorie millimetriche, come impone la disciplina. Tomasoni ha lottato fino all’ultimo metro, chiudendo al fotofinish e regalando all’Italia una medaglia che profuma di impresa, completando il trionfo azzurro firmato da Deromedis.
Ma oltre al risultato sportivo, l’argento del bergamasco porta con sé un significato profondo. Tomasoni ha gareggiato con un casco speciale, decorato con un sole. Un simbolo che richiama la fondazione dedicata a Matilde Lorenzi, la sua fidanzata, scomparsa il 28 ottobre 2024 dopo una caduta durante un allenamento di slalom gigante in Val Senales. Un segno visibile, indossato in gara e custodito nel cuore.
Il sole sul casco è diventato il filo conduttore di una medaglia carica di emozione, capace di unire sport e memoria in uno dei momenti più alti della carriera dell’atleta. Per Tomasoni, già protagonista nel circuito internazionale, si tratta del risultato più prestigioso, arrivato davanti al pubblico di casa in un’Olimpiade che segna un passaggio storico per lo sport italiano.
La doppietta nello Skicross conferma la crescita del movimento azzurro in una disciplina spettacolare e imprevedibile, che richiede tecnica, coraggio e rapidità di decisione. Deromedis e Tomasoni hanno dominato una giornata che resterà nella storia olimpica italiana, portando il tricolore sul gradino più alto e su quello immediatamente successivo del podio.
Per il bergamasco di Bratto, l’argento di Livigno è molto più di una medaglia: è un traguardo sportivo e insieme un messaggio personale, racchiuso in quel sole che ha brillato sotto il cielo olimpico.
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