Il colpo a Urgnano e il bottino minimo
Tanta paura per realizzare non certo il colpo del secolo, nella serata di venerdì 20 febbraio. Non hanno ricavato molto i tre rapinatori, presumibilmente di origine dell’Est Europa, che hanno rapinato la villa di un imprenditore di Urgnano, situata lungo la trafficata via Provinciale. Il bottino, sebbene includa un Rolex Submariner dal valore di circa 10.000 euro, 500 euro in contante e due fucili da caccia, è stato ritenuto esiguo considerando l’intensità dell’azione. I rapinatori, armati e con il volto coperto, hanno compiuto la rapina in soli 20 minuti, mettendo in serio pericolo la sicurezza della famiglia residente.
La rapina: paura e violenza
L’imprenditore e la sua famiglia sono stati immobilizzati con fascette, con il figlio quindicenne e la madre costretti a stendersi a terra, mentre il padre veniva portato in giro per la casa a aprire le casseforti. Nonostante il clima di terrore, i banditi hanno dichiarato di non voler fare male a nessuno, esprimendo chiaramente di cercare soltanto soldi. Le casseforti si sono rivelate parzialmente piene: mentre una conteneva i fucili, un’altra custodiva il Rolex e la somma in denaro. Quando i rapinatori hanno tentato di aprire la terza cassaforte, l’hanno scoperta vuota. Prima di andarsene, hanno distrutto i cellulari della famiglia e intimato alla vittima di non allertare le forze dell’ordine.
Le testimonianze e il timore della comunitÃ
Il ragazzo rapinato ha raccontato il momento in cui uno dei malviventi gli ha puntato la pistola alla testa, legandogli le mani dietro la schiena. La madre è stata immobilizzata allo stesso modo, e il padre, seppur terrorizzato, è stato costretto a collaborare con i rapinatori. La vicinanza alla scena del crimine ha coinvolto anche il vicinato, con alcuni residenti che si sono trovati nel mezzo dell’incubo senza rendersi conto di quanto stava accadendo.
Le indagini e le telecamere
I Carabinieri della Compagnia di Treviglio hanno acquisito le riprese delle telecamere dei negozi circostanti e quelle della videosorveglianza comunale per cercare di ricostruire il percorso dei rapinatori. Sebbene nella villa non ci fossero telecamere di sicurezza e l’impianto antifurto fosse disattivato, la zona circostante è ben sorvegliata, con numerose telecamere che potrebbero aver catturato immagini utili.
Un clima di insicurezza crescente
La rapina non è l’unico incidente che ha colpito la zona. I residenti della zona hanno riferito di essere già stati vittime di furti, anche se mai con la stessa gravità e violenza. Il timore di altri crimini simili è palpabile, e la comunità si chiede come sentirsi sicura in una zona apparentemente tranquilla. I titolari del kebab di fronte, invece, non si sono accorti dell’azione in corso, anche perché l’attività era aperta e affollata e i malviventi si sono serviti del retro.
Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.