Il mercato del lavoro in Bergamasca: crescita moderata e cambiamenti strutturali

Segnali in contraddizione dal rapporto 2025 sul mercato del lavoro: cresce la disoccupazione femminile, il saldo tra assunti e cessati rimane positivo ma è in flessione rispetto al triennio precedente

La riduzione della popolazione attiva

Nel 2025, il mercato del lavoro nella provincia di Bergamo ha registrato segnali di rallentamento rispetto ai tre anni precedenti. Nonostante il saldo tra assunzioni e cessazioni rimanga positivo con un valore di 4.580, questo dato è in calo rispetto ai periodi precedenti, quando il saldo superava le seimila unità. Sebbene il totale delle assunzioni raggiunga circa 125.000, si osserva un abbassamento rispetto al triennio 2022-2024. In particolare, le assunzioni a tempo indeterminato sono diminuite del 7,7%, mentre il saldo occupazionale è comunque supportato da trasformazioni contrattuali. Questo riflette una tendenza verso la stabilizzazione anziché nuove assunzioni, con 6.511 posizioni in più generate da contratti a tempo indeterminato.

Un dato preoccupante che emerge riguarda la riduzione della popolazione attiva, che ha perso 3.753 unità, principalmente a causa della diminuzione della partecipazione femminile. La provincia di Bergamo ha visto una contrazione significativa della partecipazione al mercato del lavoro, collocandosi al nono posto tra le dodici province lombarde per tasso di attività sia maschile che femminile. La disoccupazione femminile, infatti, ha registrato un aumento, con 252 donne in più alla ricerca di lavoro. L’inattività femminile è aumentata, con 6.034 donne in più fuori dal mercato del lavoro rispetto all’anno precedente.

Gli stranieri pilastro per l’occupazione

Un altro elemento significativo che emerge dal rapporto riguarda la componente straniera, che sta diventando un vero e proprio motore per la tenuta dell’occupazione. Il saldo positivo di 3.594 unità, di cui 2.800 uomini, riflette l’importante ruolo degli stranieri nel mercato del lavoro bergamasco. Gli stranieri rappresentano ormai il 37,7% delle assunzioni totali, con una presenza marcata nelle professioni non qualificate, nei conduttori di impianti e negli operai semi-qualificati. In particolare, il 59,7% delle assunzioni riguarda professioni non qualificate, il 49,5% il settore dei conduttori di impianti, e il 47,4% gli operai specializzati.

La saturazione dell’offerta di lavoro autoctona, soprattutto nella componente maschile, richiede una revisione delle politiche migratorie e una riforma dell’apprendistato per attrarre maggiormente i giovani e incentivare la formazione e l’inclusione degli immigrati. Gli stranieri, infatti, sono la principale componente della crescita occupazionale, e la loro integrazione rappresenta una risorsa fondamentale per il futuro del mercato del lavoro bergamasco.

Le donne in cerca di lavoro: difficoltà strutturali

Il mercato del lavoro in provincia di Bergamo mostra anche un aumento delle donne in cerca di occupazione, un fenomeno che segna una tendenza crescente ma non senza difficoltà. Sebbene la disoccupazione maschile sia diminuita, quella femminile ha registrato un incremento, portando a una maggiore difficoltà per le donne di accedere al mercato del lavoro. Le cause sono riconducibili a fattori strutturali come la scarsa flessibilità degli orari di lavoro, la mancanza di servizi per l’infanzia adeguati e i salari relativamente bassi nei settori in espansione. Questo quadro ha portato a una riduzione della popolazione attiva femminile, che ha penalizzato ulteriormente la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. La difficoltà nel conciliare vita familiare e lavorativa, unita alla cultura organizzativa poco incline a modernizzarsi, impedisce una valorizzazione delle potenzialità femminili.

Industria e servizi: rallentamento e saldi positivi nelle costruzioni

Nel 2025, la composizione delle assunzioni ha evidenziato una predominanza dei servizi, che hanno coperto il 58,3% delle assunzioni totali. L’industria ha inciso per il 29,6%, mentre le costruzioni hanno registrato il 12,1% delle nuove assunzioni. Nonostante la contrazione dei settori automotive, tessile e meccanico, il settore delle costruzioni ha mostrato segnali di crescita, in parte sostenuti dagli investimenti derivanti dal PNRR. Le costruzioni hanno registrato un saldo positivo di 993 unità, contribuendo in modo significativo all’occupazione locale.

Questo riflette una situazione complessa per il mercato industriale, con un calo in alcuni settori tradizionali e la necessità di politiche volte a stimolare la competitività e la stabilità del sistema produttivo territoriale. In tal senso, è fondamentale esplorare soluzioni per sostenere la competitività delle aziende locali e valorizzare i settori in espansione.

Le aree territoriali con maggior crescita

Anche a livello territoriale, le dinamiche occupazionali in provincia di Bergamo mostrano differenze. Le aree dei centri per l’impiego di Grumello del Monte e Trescore Balneario hanno registrato aumenti significativi nel saldo tra assunzioni e cessazioni, rispettivamente del 83% e del 41%. Altre zone come Clusone hanno visto un incremento del 18,3%, mentre Bergamo città, Ponte San Pietro e Romano di Lombardia hanno registrato diminuzioni significative, rispettivamente del 43%, 41% e 50%. Queste differenze locali riflettono una varietà di situazioni economiche e occupazionali che richiedono soluzioni specifiche per rilanciare la competitività delle singole aree.

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