Un raggiro ben orchestrato, ma concluso con il recupero integrale del denaro e l’identificazione dei responsabili. Ad Azzano San Paolo, un artigiano di 73 anni è stato vittima della truffa del “finto carabiniere”, riuscendo però a riottenere i 40mila euro sottratti grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine. I veri carabinieri, in meno di due settimane, sono riusciti a bloccare i bonifici e risalire ai presunti autori del raggiro.
L’indagine ha portato alla denuncia di due persone: un uomo di 38 anni originario di Torre del Greco e un giovane di 19 anni residente a Frosinone. Entrambi risultano avere precedenti specifici. Le verifiche proseguono per chiarire eventuali complicità e accertare se vi siano altre vittime coinvolte nello stesso schema fraudolento.
La truffa si è sviluppata seguendo un copione ormai noto ma ancora efficace. Alla fine di marzo, la vittima è stata contattata telefonicamente da un individuo che si è finto maresciallo dei carabinieri. L’uomo ha parlato di presunti accessi fraudolenti al conto corrente, sostenendo la necessità di intervenire con urgenza per mettere al sicuro i risparmi.
Con tono convincente, il truffatore ha guidato passo dopo passo l’anziano, inducendolo a effettuare bonifici istantanei verso conti correnti presentati come sicuri e riconducibili all’Arma. In pochi minuti, la somma di 40mila euro è stata trasferita, seguendo le indicazioni fornite telefonicamente.
Per rendere ancora più credibile la messinscena, il falso carabiniere ha invitato la vittima a recarsi presso una caserma di Brescia per consegnare documentazione. Un passaggio studiato per guadagnare tempo e rendere irrevocabili le operazioni bancarie. Tuttavia, proprio questo spostamento si è rivelato decisivo.
Una volta giunto nella vera caserma, l’uomo ha raccontato quanto accaduto ai militari, che hanno immediatamente compreso la situazione. L’intervento rapido ha permesso di contattare gli istituti di credito e bloccare i trasferimenti prima che il denaro venisse definitivamente incassato dai truffatori.
Le indagini si sono concentrate sull’analisi delle tracce digitali lasciate dai bonifici, anche se istantanei. Seguendo i flussi di denaro, i carabinieri sono riusciti a risalire ai destinatari e a identificarli. Un lavoro investigativo che ha consentito non solo di recuperare l’intera somma, ma anche di denunciare i presunti responsabili.
L’episodio conferma la pericolosità delle truffe telefoniche, in particolare quelle che sfruttano la fiducia nelle istituzioni. La prontezza della vittima nel rivolgersi alle autorità e la rapidità dell’intervento delle forze dell’ordine si sono rivelate determinanti, evitando una perdita economica significativa.
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