Val Seriana Ludens: un progetto educativo per la comunità attraverso il gioco e la lettura

Il progetto "Val Seriana Ludens" promuove il gioco come strumento educativo e di socializzazione, rafforzando il ruolo delle biblioteche come centri di comunità attraverso eventi e laboratori per tutte le età

Il progetto educativo: un’iniziativa per tutti

Il progetto “Val Seriana Ludens” è stato pensato per promuovere la lettura e rafforzare il ruolo delle biblioteche come luoghi di incontro e di comunità. Il programma, che si svolgerà nella primavera-estate del 2026, prevede una serie di eventi pubblici e laboratori sul territorio, anche all’aperto, per favorire l’inclusione e la partecipazione. Questo progetto è stato promosso dalla Cooperativa San Martino Progetto Autonomia, in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Valle Seriana e sostenuto dalla Fondazione della Comunità Bergamasca.

Il gioco come strumento educativo: un’esperienza formativa

L’iniziativa si fonda su un’idea semplice ma potente: il gioco può essere un’esperienza educativa profonda, in grado di attivare competenze cognitive, relazionali e culturali. Simone Pezzotta, presidente della cooperativa San Martino, ha sottolineato che da anni la cooperativa promuove il gioco come strumento educativo in vari contesti, come ospedali, carceri, comunità di recupero e aziende. Il gioco da tavolo, di ruolo e persino il videogioco vengono visti come leve per stimolare la crescita personale e collettiva. Pezzotta ha anche ricordato che la Cooperativa San Martino è una delle organizzatrici di Bergamo Ludens, un evento che coinvolge centinaia di partecipanti di tutte le età, dimostrando come il gioco possa unire diverse generazioni.

Un calendario di laboratori e eventi: coinvolgimento del territorio

Il progetto “Val Seriana Ludens” coinvolge 24 laboratori distribuiti su otto biblioteche seriane. Gli eventi saranno suddivisi in tre tipologie: giochi da tavolo per diverse fasce d’età, giochi di ruolo e un percorso legato a “Pota che Quiss”, un quiz ideato con la collaborazione di cittadini over 65 per valorizzare la cultura bergamasca. L’iniziativa mira a coinvolgere un pubblico ampio, dai giovani adulti alle famiglie, fino agli anziani e ai nuovi residenti che, partecipando ai laboratori, potranno anche imparare l’italiano. Pezzotta ha sottolineato che non solo gli appassionati di giochi sono coinvolti, ma anche persone che potrebbero trovarsi in situazioni di isolamento, come adulti soli o caregiver.

Le biblioteche come hub di comunità: inclusione e socializzazione

Il progetto mira a rendere le biblioteche non solo luoghi di prestito libri, ma veri e propri hub di comunità. Le biblioteche saranno al centro di una rete di relazioni che coinvolgerà scuole, oratori, centri anziani e associazioni locali. Una figura dedicata all’animazione di comunità sarà responsabile di attivare sinergie tra queste realtà, facendo della biblioteca un punto di incontro per tutti. La cooperativa ha lavorato per trasformare la biblioteca in un luogo che va oltre la lettura, in cui le persone possano incontrarsi, confrontarsi e crescere insieme.

Il valore del gioco: competenze relazionali e sociali

Pezzotta ha sottolineato che l’obiettivo del progetto non è solo intrattenere, ma stimolare lo sviluppo di competenze relazionali e sociali attraverso il gioco. Il gioco, infatti, permette di entrare in relazione con gli altri, di gestire i conflitti, di cambiare strategia e di imparare a perdere. Queste sono tutte abilità di grande valore per lo sviluppo personale e per la costruzione di una comunità solida. L’osservazione di Pezzotta durante l’evento Bergamo Ludens è stata chiara: durante l’intero evento non sono stati visti smartphone, segno di come il gioco possa davvero favorire il legame tra le persone.

Val Seriana Ludens e la comunità: un progetto che crea benessere

Il presidente della Fondazione della Comunità Bergamasca, Osvaldo Ranica, ha osservato che iniziative come Val Seriana Ludens hanno la capacità di mettere in rete diverse realtà locali e di valorizzare le biblioteche, rendendole spazi vivi e inclusivi. Ranica ha sottolineato come progetti come questi siano in grado di promuovere benessere, partecipazione e crescita culturale, creando occasioni di incontro per le persone di tutte le età e di rafforzamento dei legami comunitari.

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