Due truffe ai danni di anziane nel giro di poche ore e l’arresto immediato alla stazione ferroviaria di Bergamo. È questo l’esito di un’operazione dei carabinieri che ha portato alla condanna di due uomini responsabili di raggiri messi a segno tra Curno e Lallio, con modalità ormai note ma ancora diffuse.
I due, di 53 e 65 anni, entrambi originari della Campania, erano arrivati in mattinata nel Bergamasco con l’obiettivo di colpire e rientrare in giornata, ma sono stati individuati e fermati mentre attendevano il treno per il ritorno. Gli arresti sono avvenuti a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro.
Le indagini hanno ricostruito due episodi distinti. Nel primo caso, a Lallio, una donna di 79 anni è stata raggirata all’interno della propria abitazione, dove si trovava anche il figlio. Il truffatore, fingendosi incaricato di controlli, è riuscito a impossessarsi di beni prima di tentare la fuga. La vittima ha intuito il raggiro e ha cercato di fermarlo, senza riuscirci.
Nel secondo episodio, a Curno, una 91enne è stata convinta a consegnare 600 euro dopo una telefonata ingannevole, durante la quale un falso carabiniere aveva parlato di un presunto coinvolgimento di un familiare in un reato. Poco dopo, un complice si è presentato in casa per ritirare il denaro con la scusa di verifiche.
Il meccanismo utilizzato è quello ormai noto della “truffa del finto carabiniere”. Le vittime vengono contattate telefonicamente e indotte a credere a una situazione urgente, che richiede la consegna immediata di soldi o oggetti di valore. Successivamente, i truffatori si presentano di persona per completare il raggiro.
Entrambi gli imputati sono stati processati con rito abbreviato. Il 53enne è stato condannato a 4 anni di reclusione, mentre il 65enne ha ricevuto una pena di 3 anni e 4 mesi. Le sentenze sono state emesse dal giudice del Tribunale di Bergamo, con pene inferiori rispetto ad alcune richieste avanzate dall’accusa.
Durante il procedimento, sono emersi anche elementi legati alle condizioni personali degli imputati. Uno dei due ha dichiarato di aver agito sotto pressione per debiti legati alla droga, mentre l’altro aveva precedenti e stava già scontando una misura alternativa alla detenzione. Le valutazioni del giudice hanno tenuto conto di questi aspetti.
L’episodio riporta l’attenzione su un fenomeno ancora diffuso. Le truffe agli anziani continuano a rappresentare un problema rilevante, sfruttando vulnerabilità e situazioni di solitudine. Le forze dell’ordine ribadiscono l’importanza della prevenzione e dell’informazione per evitare nuovi casi.
Determinante, in questa vicenda, è stata la rapidità dell’intervento. L’arresto in stazione ha impedito ai responsabili di allontanarsi e ha consentito di chiudere rapidamente il cerchio, assicurandoli alla giustizia.
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