La Val Brembana si prepara a una mobilitazione pubblica per chiedere risposte sulla realizzazione della Paladina-Sedrina. Dopo anni di attese e rallentamenti, amministratori e territorio annunciano una protesta prevista per il 6 giugno, con modalità ancora da definire.
La decisione è maturata durante l’assemblea della Comunità Montana. Il clima emerso dall’incontro ha evidenziato una crescente tensione legata ai continui rinvii del progetto, considerato strategico per la viabilità della zona.
Al centro delle criticità c’è l’ultimo stop comunicato da Anas. La società ha sollevato nuovi dubbi sul tracciato, in particolare nel passaggio sull’ex discarica Monte Bianco a Sorisole, riaprendo una questione ritenuta già affrontata in passato.
Il confronto tra le parti prosegue senza una soluzione condivisa. Da un lato le richieste di approfondimento, dall’altro le posizioni di Provincia e Comunità Montana che difendono il percorso fin qui sviluppato, frutto di anni di lavoro.
L’ipotesi di un tracciato alternativo ha incontrato opposizione. Dal territorio è arrivato un netto rifiuto, con il timore che una revisione possa annullare i progressi raggiunti in oltre vent’anni, riportando il progetto al punto di partenza.
Tra le voci più critiche emerge quella del vicesindaco di San Pellegrino Terme. Vittorio Milesi ha definito la situazione un’“umiliazione” per il territorio, sottolineando come il tema della mobilità resti irrisolto dopo decenni.
Il nodo principale resta la viabilità. I disagi quotidiani, tra traffico e tempi di percorrenza elevati, incidono su cittadini e imprese, rendendo urgente un intervento strutturale.
La protesta rappresenta un cambio di approccio. Dopo anni di interlocuzioni istituzionali, si passa a una mobilitazione diretta, con l’obiettivo di ottenere risposte concrete e tempi certi.
Anche la Comunità Montana riconosce la complessità del momento. Il presidente Valeriano Bianchi ha parlato di uno scenario inatteso, sottolineando la necessità di una decisione condivisa sul futuro del progetto.
La mobilitazione del 6 giugno si inserisce quindi in un contesto di forte insoddisfazione. Il territorio chiede soluzioni rapide e definitive per un’opera ritenuta fondamentale, diventata simbolo delle difficoltà burocratiche.
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