La mostra “L’intuizione e il metodo”, organizzata dalla Fondazione Creberg, esplora l’arte di Luigi Ravasio e si terrà in due sedi: a Bergamo e Romano di Lombardia. La prima sezione aprirà il 9 maggio a Bergamo, mentre la seconda sarà inaugurata il 23 maggio a Romano di Lombardia. Entrambe le esposizioni offriranno un’analisi completa della sua produzione artistica, caratterizzata da una sintesi tra geometria e introspezione spirituale.
La mostra a Bergamo: la produzione matura di Ravasio
La prima sezione della mostra sarà visitabile a Bergamo, presso Palazzo Creberg, dal 9 maggio al 4 settembre 2026. Il pubblico avrà la possibilità di ammirare una selezione di 40 dipinti e 6 bozzetti, che spaziano dagli anni Settanta agli anni Duemila. In particolare, saranno esposti 12 dipinti degli anni Novanta, considerati tra i vertici della sua carriera.
Angelo Piazzoli, presidente della Fondazione Creberg, afferma: «Luigi Ravasio appartiene a quella “generazione anni Trenta” che ha lasciato una traccia indelebile nel panorama artistico bergamasco. Questa mostra si inserisce nel nostro impegno a valorizzare gli artisti locali, dando visibilità a figure di grande valore».
Romano di Lombardia: un’esplorazione spirituale nella Chiesa della Grotta
La seconda sezione della mostra, dal titolo “Luigi Ravasio, geometrie di un tempo interiore”, sarà invece ospitata a Romano di Lombardia, nella Chiesa della Grotta, dal 23 maggio al 28 giugno. Questa sezione si caratterizza per la presenza di opere in formato tondo, che simboleggiano la ciclicità e la spiritualità della ricerca di Ravasio, affrontando temi esistenziali e interiori.
Stefania Burnelli, curatrice della mostra, afferma: «Il formato tondo non è solo una scelta estetica, ma un elemento che orienta la percezione dell’opera, invitando l’osservatore a un’esperienza sensoriale e meditativa. La forma è un mezzo che stimola una riflessione sul tempo e sulla memoria».
Monsignor Tarcisio Tironi, direttore del MACS di Romano di Lombardia, sottolinea: «In questa sezione, la spiritualità di Ravasio non si esprime attraverso simboli religiosi tradizionali, ma emerge attraverso l’uso della geometria, del colore e del vuoto, come una riflessione sul senso della realtà e dell’esistenza».
Stefania Burnelli: la ricerca metodica di Ravasio
Stefania Burnelli descrive il processo creativo di Luigi Ravasio come un rigoroso metodo di lavoro, basato su un’analisi approfondita del colore e della forma. «Luigi Ravasio è un artista che merita una rilettura. La sua arte, lontana dai riflettori, ha avuto un impatto fondamentale nello sviluppo della pittura astratta e delle teorie sul colore nel secondo dopoguerra».
La curatrice aggiunge: «Ogni opera di Ravasio nasce da un progetto meticoloso, che si sviluppa attraverso schizzi, disegni geometrici e annotazioni di colore. La sua ricerca è un processo lento e sistematico, che non lascia nulla al caso».
Luigi Ravasio: un artista tra tradizione e innovazione
Luigi Ravasio nacque a Bergamo nel 1930. La sua famiglia, appassionata di arte e musica, influenzò profondamente la sua formazione. Fin da giovane, Ravasio mostrò una particolare inclinazione per l’arte e il colore, che lo portò a esplorare il mondo dell’astrazione. Dopo aver studiato al Liceo Artistico di Brera, il suo percorso artistico si arricchì di esperienze formative con maestri come Giovanni Avogadri e Luigi Plebani Madasco.
Nel corso degli anni, Ravasio si distinse per la sua capacità di coniugare la tradizione artistica con le più avanzate teorie moderne, esplorando la pittura come un campo in cui colore, forma e riflessione si incontrano. Negli anni Duemila, dedicò un ciclo di opere, “Cinque stazioni per Bianca”, alla memoria di sua moglie Bianca Foiadelli.
Luoghi e orari della mostra
- Bergamo – Palazzo Creberg
Dal 9 maggio al 4 settembre 2026, dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 13:00. - Romano di Lombardia – Chiesa della Grotta
Dal 23 maggio al 28 giugno 2026.


Seguici su
Aggiungi bergamotomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.