Un nuovo approccio alla giustizia: il Centro per la giustizia riparativa di Bergamo

La giustizia riparativa: un modello alternativo di mediazione sociale a Bergamo attraverso ETS InConTra con sede al 25 di via Borgo Palazzo

Il Comune di Bergamo e l’iniziativa per la giustizia riparativa

Nel distretto della Corte d’Appello di Brescia, il Ministero della Giustizia ha recentemente accreditato due centri per la giustizia riparativa, e uno di questi è situato proprio a Bergamo. Questo importante passo segna l’inizio di un nuovo percorso che va oltre la semplice punizione, mirando a riparare il danno causato dal crimine e a promuovere il recupero sociale.

La gestione del centro è stata affidata al Comune di Bergamo, che ha scelto di delegare l’operatività del servizio all’ETS InConTra. Questo ente, che si occupa da anni di mediazione e supporto sociale, si impegna a offrire un’opportunità concreta per le vittime, gli autori di reato e la comunità nel suo insieme.

La giustizia riparativa e la riforma Cartabia

Il Centro per la Giustizia Riparativa di Bergamo si inserisce all’interno di un progetto più ampio, che fa parte della Riforma Cartabia, una delle riforme più significative degli ultimi anni. L’obiettivo principale di questa riforma è quello di creare una giustizia che non si limiti alla punizione, ma che promuova la riparazione dell’offesa e la ricostruzione dei legami sociali. Non si tratta solo di un cambiamento nelle procedure legali, ma anche di un modello che mette al centro il benessere delle persone coinvolte nel conflitto.

La giustizia riparativa pone al suo cuore il riconoscimento della vittima, che viene ascoltata e supportata nel suo percorso di recupero. Allo stesso tempo, permette all’autore del reato di confrontarsi con le conseguenze delle proprie azioni e di assumersi la responsabilità per la riparazione del danno.

I percorsi di mediazione: rispetto, responsabilità e supporto

I percorsi di mediazione offerti dal centro sono gestiti da mediatori professionisti, i quali sono iscritti nell’elenco nazionale del Ministero della Giustizia. I mediatori sono figure esperte in grado di condurre gli incontri in modo imparziale e professionale, creando uno spazio di dialogo costruttivo tra le parti coinvolte.

Il Centro per la Giustizia Riparativa di Bergamo è uno spazio equiprossimo dove il dialogo e la mediazione diventano strumenti chiave per affrontare i conflitti, siano essi tra individui, famiglie o intere comunità. L’obiettivo di questa iniziativa è quello di favorire una responsabilizzazione dell’autore del reato e di fornire un supporto concreto alla vittima, che può così vedere riconosciuto il proprio dolore e il proprio diritto a una riparazione.

Un servizio gratuito e riservato: i principi fondamentali del centro

Il servizio è finanziato interamente dal Ministero della Giustizia e gestito dall’ETS InConTra. I principi su cui si fonda il Centro sono tre: volontarietà e libertà, gratuità e riservatezza. Ciò significa che chi decide di accedere al servizio lo fa in modo libero e consapevole, senza alcun costo economico, e con la certezza che la propria privacy sarà tutelata.

Questi valori rendono il centro un punto di riferimento sicuro per chiunque desideri affrontare un conflitto in modo costruttivo, senza paura di pregiudizi o violazioni della privacy.

La sede e la missione sociale

Il Centro per la Giustizia Riparativa di Bergamo ha sede in Via Borgo Palazzo 25, una posizione strategica facilmente raggiungibile. Lì, la comunità ha la possibilità di approcciarsi a un nuovo modello di giustizia, incentrato sul recupero dei legami sociali, sulla comprensione reciproca e sul dialogo.

Questa iniziativa rappresenta un’opportunità fondamentale per ridurre la conflittualità e favorire la coesione sociale, rispondendo alle esigenze di una comunità che desidera trasformare le difficoltà in occasioni di crescita e comprensione.

La sindaca: “Due sofferenze parallele che necessitano di uno spazio”

Il Centro si fonda su uno sguardo molto concreto sulla realtà: da una parte la sofferenza delle vittime, dall’altra quella di chi ha commesso un reato, due sofferenze parallele, separate, spesso incapaci di trovare uno spazio in cui essere riconosciute. Da lì prende forma un’idea di giustizia che va oltre l’immaginario comune di “spada e bilancia” e introduce l’idea dell’incontro, del dialogo, della responsabilità come processo.
A Bergamo, abbiamo scelto di promuovere un’idea di città riparativa anche come indirizzo amministrativo, costruendo progetti, sottoscrivendo impegni comuni, lavorando perché questi principi entrino nelle politiche pubbliche e nella vita quotidiana della comunità.
In questo modo, ci impegniamo per vedere umanità anche dove è più difficile farlo, non per negare la responsabilità, ma perché è l’unico modo per disarmare la violenza e innescare un processo positivo che vada a beneficio di tutti, restituendo la possibilità di tornare a essere cittadini e vivere in sicurezza insieme” (Elena Carnevali, sindaca di Bergamo).

 

L’assessora: “Strumento per la risoluzione dei conflitti”

Il Centro di Giustizia Riparativa di Bergamo nasce dalla volontà del Comune di offrire alla comunità uno strumento innovativo per la gestione e la risoluzione dei conflitti, favorendo la riparazione dei danni e il dialogo tra le persone coinvolte. Come Amministrazione promuoviamo e sosteniamo il Centro riconoscendo, quindi, l’importanza di strumenti capaci di affiancare la giustizia tradizionale e di favorire la responsabilizzazione, la riparazione del danno e la ricostruzione delle relazioni.
Il processo di riparazione si realizza attraverso percorsi di mediazione tra le parti coinvolte, spazi di dialogo guidato e confronto svolti in ambiente protetto da mediatori esperti e qualificati, accompagnamento alla presa di responsabilità e supporto nella definizione di azioni di riparazione” (Marcella Messina, assessora alle politiche sociali del Comune di Bergamo).

ETS InConTra: “Alleanza tra operatori del diritto e Istituzioni”

Il centro, che ha sede in via Borgo Palazzo 25, è gestito dall’ETS InConTra, realtà impegnata dal 2004 nello sviluppo di interventi di giustizia riparativa, finanziato interamente dal Ministero della Giustizia.

Siamo nella fase di avvio del Centro e nella fase di costruzione di un’alleanza tra gli operatori del diritto e le diverse istituzioni coinvolte, sostenuta dall’impegno importante della Corte d’Appello di Brescia che sta promuovendo una serie di incontri formativi finalizzati a conoscere cosa sia la giustizia riparativa e le sue finalità. La giustizia riparativa si fonda su tre pilastri – la libertà, la volontarietà e la riservatezza – e può essere applicata in tutte le fasi del procedimento penale attraverso l’attivazione di uno spazio di parola, esteso anche all’intera comunità, attraverso cui l’autore di reato e la vittima possano esprimere le emozioni che hanno vissuto e vivono, riconoscere i valori che ne sono alla base, aprendo così la porta ad un possibile superamento della sofferenza e ad un rinnovato, reciproco riconoscimento da cui si genera una riparazione possibile”. (Anna Cattaneo e Filippo Vanoncini, InConTra ETS).

Il Centro opera nell’ambito della mediazione dei conflitti e della giustizia riparativa, offrendo percorsi strutturati rivolti a persone coinvolte in situazioni conflittuali.

I servizi che il Centro offre sono rivolti a:

  • persone coinvolte in un conflitto
  • vittime di reato
  • persone indicate come autori di reato
  • comunità interessate da situazioni conflittuali.
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