Blitz nel carcere di Bergamo: perquisite celle per droga e telefoni clandestini

Operazione dei carabinieri all’alba nella casa circondariale di via Gleno. Attesi dettagli ufficiali dalla Procura

 Blitz dei carabinieri all’alba nel carcere di Bergamo nell’ambito di un’indagine legata a un presunto giro di droga e telefoni cellulari clandestini all’interno della struttura penitenziaria.

L’operazione è stata condotta dai militari del Nucleo investigativo dell’Arma nella casa circondariale di via Gleno, dove nelle prime ore della mattinata sono entrati numerosi mezzi dei carabinieri.

Secondo le prime informazioni disponibili, i militari hanno effettuato una serie di perquisizioni mirate all’interno delle celle di alcuni detenuti.

L’attività investigativa sarebbe collegata alla presenza di sostanze stupefacenti e dispositivi telefonici introdotti illegalmente all’interno del carcere, materiale vietato che rappresenta una delle principali criticità negli istituti penitenziari italiani.

Le operazioni si sono svolte nelle prime ore del mattino, con controlli accurati in diverse sezioni della struttura di via Gleno.

Al momento non sono stati ancora diffusi dettagli ufficiali sugli eventuali sequestri effettuati o sul numero delle persone coinvolte nell’inchiesta.

La Procura di Bergamo dovrebbe diffondere nelle prossime ore un comunicato stampa con ulteriori informazioni sull’operazione e sugli sviluppi investigativi emersi durante il blitz.

L’introduzione di droga e telefoni cellulari nelle carceri rappresenta da tempo un problema particolarmente delicato per il sistema penitenziario, sia sotto il profilo della sicurezza interna sia per il rischio di mantenimento di contatti illeciti con l’esterno.

I telefoni clandestini vengono spesso utilizzati dai detenuti per comunicare illegalmente con l’esterno, mentre il traffico di sostanze stupefacenti all’interno degli istituti penitenziari continua a rappresentare una delle principali emergenze segnalate dalle forze dell’ordine e dal personale carcerario.

L’operazione condotta dai carabinieri a Bergamo si inserisce quindi nel più ampio quadro dei controlli e delle attività investigative finalizzate a contrastare i traffici illegali all’interno delle strutture detentive.

Per il momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sull’indagine, mentre si attendono chiarimenti ufficiali da parte della Procura.

 

Redazione

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