“Papa Giovanni”, un decennio di trapianti tra innovazione e fiducia nel dono

Dal fegato al cuore, passando per reni e polmoni: Bergamo conferma la sua eccellenza nei trapianti con oltre 1.600 interventi in dieci anni

ospedale

Un triennio da record: la crescita dei trapianti a Bergamo

Negli ultimi dieci anni, dal 2016 al 2025, l’Ospedale Papa Giovanni XXIII ha realizzato 1.633 trapianti di organo solido, con un picco particolarmente alto nel triennio 2023-2025. Solo nel 2025, i numeri parlano chiaro: 102 trapianti di fegato, 39 di rene, 30 di cuore, 11 di polmone, uno di pancreas e uno di intestino.

Direzione e organizzazione del Dipartimento trapianti

A partire da fine marzo 2025, Fabiano Di Marco è diventato direttore del Dipartimento funzionale Insufficienza d’organo e Trapianti, nato per coordinare tutte le unità coinvolte nei trapianti. Di Marco, che mantiene anche la direzione della Pneumologia, sottolinea l’esperienza del nosocomio pubblico cittadino nelle diverse specialità di trapianto adulte e pediatriche, con conseguente notorietà e distinzione a livello di riferimento nazionale.

La specializzazione clinica: cuore e polmoni, anche nei pazienti pediatrici

A Bergamo, la distribuzione dei trapianti differisce rispetto alla media nazionale. A livello nazionale, l’organo più trapiantato è il rene, seguito da fegato, cuore e polmone. Qui, invece, prevale il fegato, grazie a un centro di epatologia di attrattiva nazionale. Per quanto riguarda i polmoni, il Papa Giovanni è l’unico in Italia a effettuare trapianti pediatrici, confermando l’elevata specializzazione clinica della struttura.

La prospettiva di vita dopo il trapianto

Secondo Di Marco, un paziente trapiantato può condurre attività simili a quelle dei coetanei non affetti da insufficienza d’organo. Tuttavia, è fondamentale un follow-up clinico-strumentale regolare, con visite, esami, vaccinazioni e norme igieniche precise. La prospettiva di vita varia da organo a organo, ma il trapianto è spesso l’unico modo per recuperare la qualità di vita abituale.

La sfida tra domanda e offerta di organi

In Italia, circa ottomila persone sono in lista d’attesa per un trapianto, evidenziando una sproporzione tra domanda e organi disponibili. Tra le soluzioni innovative, spiccano il trapianto da vivente, possibile per il rene e talvolta per il fegato, e il ricondizionamento dei tessuti. Nel 2023, l’ospedale è stato il secondo centro europeo a eseguire un trapianto di polmone da vivente.

Il valore emotivo della donazione

Ogni trapianto mette in contatto la fine di una vita – quella del donatore – con la possibilità di una nuova vita. Di Marco sottolinea l’importanza di avere fiducia nel processo e ringrazia pubblicamente chi decide di donare, così come i familiari dei donatori. «Gli aspetti emotivi sono fondamentali», ricorda, sottolineando che la donazione rimane un gesto essenziale per la sopravvivenza dei pazienti.

Innovazioni future: xenotrapianto e nuove frontiere

La ricerca futura punta allo xenotrapianto, con organi di origine animale – in particolare suini – geneticamente modificati per ridurre il rischio di rigetto. Attualmente, i primi esperimenti hanno mostrato sopravvivenza limitata, ma, come Di Marco ricorda, anche il primo trapianto di cuore umano, realizzato da Barnard nel 1967, allungò la vita del pazienza di soli 18 giorni, aprendo comunque la strada a enormi progressi.

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