A Romano i tondi di Ravasio grazie a MACS e Creberg: “Astrazione e spiritualità”

la nuova esposizione con 19 dipinti e 10 bozzetti su carta e il concerto esclusivo di Ensemble Locatelli offerto da Fondazione Creberg

Seconda sezione a Romano di Lombardia

Romano di Lombardia ospita dal 23 maggio la seconda sezione della mostra dedicata a Luigi Ravasio, dal titolo “Luigi Ravasio. Geometrie di un tempo interiore”, allestita nella Chiesa della Grotta. L’esposizione comprende 19 dipinti e 10 bozzetti su carta, visitabili fino al 28 giugno 2026. L’inaugurazione sarà accompagnata da un concerto di Ensemble Locatelli, offerto da Fondazione Creberg.

Primo successo a Bergamo

La prima sezione della mostra è stata invece inaugurata il 9 maggio presso Palazzo Creberg, con apertura fino al 4 settembre, presentando 41 dipinti e 6 bozzetti su carta, distribuiti tra il Salone Principale e il Loggiato. L’iniziativa ha ottenuto un ampio successo di pubblico.

Opere e significato spirituale

Come sottolinea monsignor Tarcisio Tironi, Direttore del MACS – Museo d’Arte e Cultura Sacra di Romano, «Con la gratitudine e la riconoscenza dovute a Fondazione Creberg, il MACS ospita la seconda sezione della mostra, intitolata “Luigi Ravasio, geometrie di un tempo interiore”, caratterizzata in una parte da dipinti realizzati soprattutto in formato tondo a cui seguono otto tele che testimoniano in particolare la dimensione esistenziale e l’interiorità dell’artista. Sono opere cariche di significati e di incredibile armonia da cui emerge una spiritualità laica».

Angelo Piazzoli, Presidente di Fondazione Creberg e curatore della mostra, aggiunge: «In Luigi Ravasio l’aspetto dell’astrazione non implica mai una negazione del reale; nella sua concezione di realtà, rientrano tutte le forme intese come manifestazioni possibili di un ordine percettivo e mentale più ampio, anche spirituale, come ben testimonia la sezione che presentiamo al Museo d’Arte e Cultura Sacra di Romano di Lombardia».

Il tondo: forma e significato

La sezione di Romano di Lombardia evidenzia due elementi principali: la predominanza di opere in formato tondo, realizzate tra gli anni Novanta e il Duemila, e l’ispirazione intima e spirituale, rappresentata in due serie di opere concepite come moderne stazioni di una Via Crucis.

Stefania Burnelli, critica d’arte e curatrice, chiarisce: «Per quanto concerne l’idea del tondo, non si tratta di una scelta episodica o decorativa, ma di un passaggio significativo all’interno della ricerca di Luigi Ravasio. Il formato, nella sua concezione, non è mai un semplice contenitore, ma un dispositivo che orienta la percezione e regola la relazione fisica e mentale con l’opera». Prosegue: «Nella selezione di tondi qui proposta, lo sguardo non viene captato verso un centro statico, ma è invitato a muoversi lungo una traiettoria avvolgente, senza inizio né fine. Complice l’assenza di vertici, la superficie pittorica si carica di risonanze simboliche profonde: allude alla ciclicità, al respiro, alla protezione, ma anche a una dimensione spirituale in cui il tempo non è più lineare, bensì dilatato, meditativo, potenzialmente infinito. È in questa sospensione che prende forma una riflessione sulla durata dei sentimenti, sulla memoria e sulla possibilità di una continuità affettiva che attraversa la perdita e il mutamento».

Spiritualità laica

Angelo Piazzoli precisa: «Non opere strettamente “religiose”, ma lavori la cui dimensione trascendente emerge attraverso forma, ritmo, materia, colore o vuoto, senza l’impiego di simboli iconografici riconducibili a una specifica confessione. Una spiritualità laica che si manifesta come tensione verso l’essenziale, come interrogazione sul senso e come esperienza percettiva del silenzio, del vuoto, dell’intensità».

Monsignor Tironi conclude: «Ogni opera è, di fatto, un’esperienza interattiva e vitale dove il contesto personale di chi guarda è fondamentale tanto quanto quello dell’autore. Grazie alla sapiente proposta dei curatori, il percorso tra le opere create dall’artista quali spazi in cui liberamente immergersi, può regalare autentiche esperienze meditative in grado di suscitare ad ogni persona in visita, l’interesse e il piacere di percepire e scoprire le dimensioni del divino o dell’infinito».

Inaugurazione e concerto

L’inaugurazione è fissata per sabato 23 maggio, alle ore 16.30, nella Basilica di San Defendente, ad ingresso libero. Durante l’evento, Fondazione Creberg offrirà il concerto “Un violoncello oltre Bach” a cura di Ensemble Locatelli (Thomas Chigioni – violoncello piccolo, Tomas Gavazzi – clavicembalo), con il programma:

  • Johann Sebastian Bach (1685-1750) Sonata in re maggiore BWV 1028 per violoncello piccolo e clavicembalo (organo per viola da gamba)
  • Carl Philipp Emanuel Bach (1714-1788) Sonata in do maggiore Wq 136 per violoncello piccolo e basso continuo (organo per viola da gamba)
  • Johann Philipp Kirnberger (1721-1783) Sonata in do maggiore per violoncello e basso continuo
  • Carl Friedrich Abel (1723-1878) Sonata in sol maggiore per violoncello e basso continuo

Ai visitatori sarà consegnato, gratuitamente, il catalogo edito da Fondazione Credito Bergamasco con testi di Angelo Piazzoli, Stefania Burnelli e Tarcisio Tironi.

 

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